Juric rilancia il Monza: 4-0 al Cagliari e seconda vittoria in casa
Il Monza batte 4-0 il Cagliari all'U-Power Stadium e infila il secondo successo interno consecutivo dopo quello col Sassuolo: per Ivan Juric è il rilancio dopo le stagioni difficili a Roma, Bergamo e Southampton.
Quattro gol al Cagliari e un secondo successo casalingo di fila: il Monza di Ivan Juric mette in fila due vittorie all'U-Power Stadium, dopo quella conquistata contro il Sassuolo, e consegna al proprio allenatore il momento migliore degli ultimi due anni.
Il 4-0 non è soltanto un risultato tondo. È il modo in cui arriva a dire qualcosa: pressione alta, ritmo costante, squadra che aggredisce la partita invece di aspettarla. Un marchio di fabbrica che il tecnico croato aveva smarrito nelle sue ultime esperienze e che in Brianza sembra aver ritrovato.
L'accoglienza tiepida e il peso delle ultime stagioni
Quando il suo nome è stato accostato alla panchina biancorossa, l'entusiasmo del pubblico non è stato esattamente travolgente. Comprensibile, guardando il curriculum recente: l'esonero alla Roma, quello all'Atalanta, poi l'avventura al Southampton chiusa con una retrocessione in Championship maturata addirittura con sette giornate d'anticipo. Numeri che pesano, anche se vanno letti per intero: quando Juric è arrivato in Inghilterra, i Saints erano già ultimi in classifica e la situazione era di fatto compromessa.
È il destino degli allenatori chiamati a spegnere incendi appiccati da altri. Si eredita una squadra in caduta libera, si viene giudicati sulla caduta. Una dinamica che ha finito per oscurare quello che Juric aveva costruito prima, e che la piazza brianzola ha deciso di verificare sul campo prima di emettere sentenze.
Il tecnico che fa crescere i giovani
Perché il tratto distintivo del tecnico croato non è mai stato la classifica immediata, ma la capacità di prendere calciatori grezzi e restituirli migliorati. A Verona ne ha costruita una collezione: Marash Kumbulla, Amir Rrahmani, Sofyan Amrabat, Federico Dimarco. Tutti giocatori passati dalle sue mani e poi finiti in club di prima fascia, alcuni diventati punti fermi di squadre da Champions League.
Al Torino ci è rimasto tre stagioni, dal 2021 al 2024, senza mai centrare una qualificazione europea ma lasciando un gruppo con un'identità riconoscibile. Il lavoro quotidiano sul singolo, l'allenamento come strumento di crescita, la pretesa di intensità in ogni esercitazione: la sua idea di calcio passa da lì, prima ancora che dai moduli.
I nomi da seguire: Varela, Kouadio, Robinson
Ed è esattamente su questo terreno che il Monza può diventare il suo rilancio. Il gruppo biancorosso offre materiale interessante, e tre nomi in particolare meritano attenzione: Varela, Kouadio e Robinson.
Il portoghese Varela è già il caso più evidente. Sei gol in sei gare di campionato, un rendimento che diventa ancora più impressionante allargando lo sguardo alla Coppa Italia: otto reti complessive in sette presenze. Numeri da attaccante consacrato, prodotti invece da un giocatore ancora in piena fase di costruzione. Esattamente il profilo su cui Juric ha costruito la propria reputazione.
Kouadio e Robinson rappresentano la seconda ondata, quella che in una stagione con un allenatore che lavora così può bruciare le tappe. Nel calcio di Juric i giovani non vengono protetti, vengono messi sotto stress: corsa, duelli, responsabilità. Chi regge, cresce in fretta.
L'obiettivo resta la salvezza
Il club non ha cambiato la propria dichiarazione d'intenti: l'obiettivo stagionale è la salvezza. Nessun proclama, nessuna promessa di rincorse clamorose. Una linea prudente che però, dopo due vittorie casalinghe consecutive, comincia a sembrare conservativa più del necessario.
Il punto è che il Monza visto contro Cagliari e Sassuolo ha mostrato una fisionomia precisa. Aggressività sui portatori di palla, ritmo alto, pochi momenti di attesa. È il calcio che Juric predica da sempre e che richiede condizione atletica e convinzione: due elementi che non si improvvisano e che, quando si vedono in campo, raccontano di uno spogliatoio che ha accettato il metodo.
La tiepidezza iniziale del pubblico, in questo senso, è già un ricordo. I risultati hanno il vantaggio di essere argomenti semplici, e quattro gol in una sera ne valgono parecchi.
Una seconda possibilità da sfruttare
Per Juric il Monza è una seconda possibilità vera, forse l'ultima utile per rimettere in ordine un percorso che negli ultimi diciotto mesi si era inceppato. Lontano dai riflettori di Roma e Bergamo, in una piazza che chiede serietà più che miracoli, il tecnico croato può tornare a fare la cosa che gli riesce meglio: prendere una squadra, allenarla duramente e farla giocare a un ritmo che gli avversari fatichino a reggere.
I primi segnali dicono che il meccanismo si è rimesso in moto. La strada è lunga e la classifica non si costruisce con due partite, ma la Brianza ha ricominciato a vedere un Monza con una fisionomia riconoscibile. Non è poco, da cui ripartire.
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