Monza ospita il Gran Premio d'Italia 2026: è l'edizione 97
Il Gran Premio d'Italia di Formula 1 torna all'Autodromo Nazionale di Monza con l'edizione numero 97. Il weekend indicato è quello del 6-8 settembre, ma il dato va confermato sul calendario ufficiale: nelle informazioni in circolazione le date compaiono accostate a un anno diverso.
Il Gran Premio d'Italia di Formula 1 torna all'Autodromo Nazionale di Monza nel 2026: sarà l'edizione numero 97 della corsa, sul circuito brianzolo che da oltre cento anni fa parte del calendario del Mondiale.
È il numero che dice tutto del rapporto tra Monza e la Formula 1: nessun altro appuntamento del campionato può appoggiarsi a una storia così lunga e continuativa. Il tracciato dentro il parco è entrato nel giro dei grandi premi quando l'automobilismo mondiale era ancora una cosa da pionieri, e da allora ha continuato a ospitare i migliori piloti in attività, generazione dopo generazione.
Il soprannome se l'è guadagnato sul campo: Tempio della Velocità. Un'etichetta che a Monza non è marketing, ma la descrizione di un layout fatto di rettilinei lunghi, staccate violente e curve che si affrontano con il piede giù. È il motivo per cui, ogni anno, il fine settimana del Gran Premio è l'evento sportivo che sposta più persone in tutta la provincia.
Le date: quello che c'è da verificare
Sul weekend di gara serve però una precisazione onesta. Le informazioni in circolazione indicano il periodo compreso tra il 6 e l'8 settembre, con la formula delle tre giornate piene, ma quelle stesse date compaiono accostate a un'annata diversa da quella dell'edizione 2026. Un'incongruenza che, allo stato attuale, non permette di dare per definitiva la collocazione in calendario.
Chi sta già pensando a organizzare la trasferta, o semplicemente a capire come muoversi in città in quei giorni, farà bene quindi ad attendere e a controllare il calendario ufficiale del Mondiale e i canali dell'autodromo. È lì che le date del Gran Premio d'Italia vengono fissate in via definitiva, ed è lì che eventuali spostamenti verranno comunicati.
Un dettaglio che vale la pena ricordare, perché ogni anno si ripete: l'accesso all'evento non è gratuito. Per assistere alle sessioni serve il biglietto, con le diverse tipologie legate a tribune e prati che vengono messe in vendita nei mesi precedenti.
Cosa significa per la Brianza
Per Monza e per i comuni intorno, il Gran Premio non è soltanto una gara. È il momento dell'anno in cui la città si trova addosso un flusso di visitatori internazionali concentrato in tre giorni, con effetti su viabilità, trasporto pubblico, alberghi e locali. Il paddock parla inglese, olandese, spagnolo, e le vie del centro si riempiono di tifosi che arrivano da mezza Europa.
È anche la vetrina più larga che il territorio abbia a disposizione. Le immagini televisive che escono da Monza in quel fine settimana raggiungono decine di milioni di spettatori, e insieme al nastro d'asfalto passano il parco, la città, il nome della provincia. Un'occasione che negli anni ha spinto amministrazioni e realtà locali a costruire iniziative collaterali attorno alle giornate di pista.
Resta il fatto che il cuore di tutto è la corsa. Diciotto piloti in griglia, cinquantatré giri di rettilinei e chicane, la Parabolica alla fine del giro: uno schema che Monza ripete da decenni e che continua a produrre finali aperti fino all'ultima staccata.
Il conto alla rovescia
In attesa della conferma delle date, la macchina organizzativa dell'autodromo lavora come ogni anno sul lungo periodo: il Gran Premio è l'appuntamento che chiude e riapre la stagione del circuito, quello attorno a cui ruotano gli interventi sull'impianto e la programmazione degli altri eventi motoristici.
Per chi vive in Brianza, il messaggio pratico è semplice: l'edizione 97 del Gran Premio d'Italia si correrà a Monza, la finestra indicata è quella di inizio settembre, e la data esatta va confermata sui canali ufficiali prima di prendere impegni. Il resto — il rumore che arriva fino alle case intorno al parco — arriverà da sé.
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