Maldini al Cagliari: «A Monza mi sono sentito a casa»
Il trequartista classe 2001 è stato presentato alla Unipol Domus come nuovo giocatore rossoblù. Nella conferenza ha dedicato ampio spazio ai mesi in Brianza: «Piazza importante, mi sono sentito al centro del progetto». Ora l'obiettivo è la continuità, a partire dalla sfida interna con l'Inter.
Daniel Maldini è stato presentato alla Unipol Domus come nuovo giocatore del Cagliari, e nella sua prima conferenza stampa in rossoblù una parte consistente delle risposte ha riguardato la Brianza. Il trequartista classe 2001 ha indicato l'esperienza al Monza come una delle fasi migliori e più formative della sua carriera, quella in cui si è sentito davvero centrale in un progetto.
«A Monza mi sono sentito a casa – ha detto –. È stata una piazza veramente importante per me, dove mi sono sentito al centro del progetto. Loro avevano molta fiducia nei miei confronti e questa responsabilità mi ha fatto crescere e mi ha fatto bene». Parole che pesano, considerando quanto è successo dopo: il passaggio all'Atalanta, poi la Lazio, e adesso la Sardegna.
Dal vivaio del Milan alla ricerca di uno spazio
Cresciuto nel settore giovanile del Milan, Maldini ha alternato lampi e periodi di attesa. Il ruolo naturale resta quello di trequartista, ma il giocatore si è dichiarato disponibile anche a essere impiegato come esterno d'attacco, opzione che allarga il ventaglio di soluzioni a disposizione dell'allenatore.
Proprio la mancanza di un rendimento costante è il tema che il giocatore ha messo sul tavolo senza giri di parole. Al Monza aveva trovato minuti e fiducia, elementi che in Brianza avevano prodotto la versione più convincente di sé. Nelle tappe successive quella condizione non si è ripetuta con la stessa intensità, e la scelta del Cagliari nasce anche da qui.
Il ruolo del club e il consiglio di papà Paolo
A orientare la decisione è stato l'interesse immediato manifestato dalla dirigenza rossoblù e dall'allenatore Fabio Pisacane. Un corteggiamento diretto, senza attese, che ha convinto il giocatore a scegliere l'isola. Nel percorso decisionale ha avuto un peso anche il confronto familiare: prima di firmare, Maldini ne ha parlato con il padre Paolo.
«Spero di trovare qui quella continuità che a volte mi è mancata – ha spiegato –. Penso che questo sia il posto migliore nel momento migliore. Ne ho parlato anche con mio padre e mi ha dato qualche consiglio utile. Il gruppo è fantastico, super unito: sono qui da meno di un mese, ma mi sembra di essere a Cagliari da sempre».
L'ambientamento, dunque, sembra già archiviato come pratica. Meno di trenta giorni sull'isola sono bastati per costruire un rapporto con lo spogliatoio che il giocatore descrive come immediato, elemento non secondario per chi arriva a stagione in corso e deve inserirsi in meccanismi già rodati.
Il primo esame è l'Inter, in casa
Il prossimo impegno di campionato mette subito Maldini di fronte a un banco di prova di quelli che si annotano sul calendario: alla Unipol Domus arriva l'Inter. Il trequartista non si nasconde dietro le formule di circostanza, ma nemmeno rinuncia a rivendicare il fattore campo.
«Affrontiamo la squadra più forte del campionato, ma sapete bene che venire a giocare nel nostro stadio non è mai facile per nessuno – ha detto –. Faremo il massimo per conquistare punti. L'obiettivo primario resta la salvezza: prima la raggiungiamo, meglio è, ma senza smettere di guardare più in alto».
La priorità dichiarata, quindi, è mettere in cassaforte la permanenza in Serie A il prima possibile, per poi eventualmente alzare l'asticella nella seconda parte di stagione. Un programma di lavoro che il Cagliari conosce bene e che Maldini ha sposato senza proclami.
Cosa resta del passaggio in Brianza
Per i tifosi biancorossi, il riferimento al Monza come tappa decisiva è la conferma di quanto si era intuito guardandolo giocare all'U-Power Stadium: un ambiente che gli aveva restituito fiducia e minuti, e in cui aveva risposto con prestazioni che gli hanno spalancato porte importanti. La stagione in Brianza resta il punto di riferimento della sua carriera, quello a cui torna quando deve spiegare che tipo di contesto gli serve per rendere al meglio.
Adesso il compito è replicare quella condizione in Sardegna, in una squadra che chiede continuità e che punta a chiudere in fretta il discorso salvezza. Il primo capitolo si scrive contro i nerazzurri.
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