Calcio giovanile, incontro allo stadio Brianteo di Monza
Nella sala conferenze dello stadio Brianteo si sono riuniti Delegazione provinciale di Monza Brianza, Lega Nazionale Dilettanti e Settore Giovanile e Scolastico per parlare di regole e benessere dei bambini.
Serata di confronto nella sala conferenze dello stadio Brianteo di Monza: il 23 settembre la Delegazione Provinciale di Monza Brianza si è seduta allo stesso tavolo con la Lega Nazionale Dilettanti e con il Settore Giovanile e Scolastico della Figc per mettere a fuoco come deve essere il calcio dei più piccoli in Brianza.
Un incontro tecnico, ma con un filo conduttore tutt'altro che burocratico: al centro non ci sono i risultati delle categorie giovanili, bensì i bambini e i ragazzi che ogni pomeriggio si presentano sui campi del territorio con la borsa in spalla. Regole da rispettare, adulti da responsabilizzare, spazio di gioco da garantire a tutti: sono questi i temi che hanno tenuto banco davanti a dirigenti, tecnici e società.
Chi è intervenuto
Al tavolo si sono alternati diversi rappresentanti del calcio lombardo e provinciale. Per il Comitato Regionale Lombardia della Lega Nazionale Dilettanti è intervenuto il consigliere Michael Cuomo. Ha preso la parola il delegato provinciale di Monza Brianza, Alessandro Bertinazzi, mentre per il Settore Giovanile e Scolastico sono intervenuti il coordinatore regionale della Lombardia Mauro Spoldi e il responsabile tecnico territoriale Mauro Amato.
Presente anche Mauro Fattori, responsabile del Settore Giovanile dell'Ac Monza, che ha portato il punto di vista di un club professionistico che sul territorio lavora quotidianamente con le fasce d'età più giovani. Il suo intervento ha insistito su due aspetti: il rispetto delle regole, da parte di tutte le componenti, e la centralità dei giovani calciatori. Un concetto che Fattori ha riassunto in modo diretto: i ragazzi devono giocare e devono divertirsi. Tutto il resto viene dopo.
Il benessere dei bambini come criterio
La parte più corposa della serata è stata dedicata alle strategie per costruire un calcio giovanile attento al benessere dei bambini. Un tema che la Federazione porta avanti da anni con modifiche ai format delle attività di base e con la formazione degli istruttori, e che sul territorio si traduce in scelte concrete per le società: come organizzare gli allenamenti, come gestire il minutaggio, come rapportarsi con le famiglie.
Mauro Spoldi ha richiamato il principio di fondo: ogni bambino va trattato con rispetto, e il calcio va inteso come occasione di crescita e di trasmissione di valori. Non un percorso di selezione precoce, quindi, ma un'esperienza educativa in cui il campo è uno strumento e non un fine.
È un messaggio che in Brianza trova un terreno particolarmente affollato. La provincia conta decine e decine di società dilettantistiche con settori giovanili numerosi, spesso l'unica attività sportiva organizzata presente in un paese. Significa migliaia di bambini e ragazzi coinvolti ogni anno, e altrettante famiglie che si affidano a dirigenti e allenatori in gran parte volontari.
Il ruolo delle società brianzole
Proprio per questo il confronto tra Delegazione provinciale, Lega Nazionale Dilettanti e Settore Giovanile e Scolastico ha un valore pratico. Le indicazioni che arrivano dal livello regionale e nazionale devono poi essere applicate nei campi di periferia, dove le risorse sono limitate e dove il clima attorno alle partite non sempre aiuta. Il richiamo al rispetto delle regole, ripetuto più volte nel corso della serata, riguarda anche il comportamento di chi sta a bordo campo.
La scelta dello stadio Brianteo come sede non è casuale: l'impianto di via Ragazzi del '99 è il riferimento del calcio monzese e ospita con regolarità le iniziative federali rivolte al territorio. La sala conferenze ha accolto i rappresentanti delle società chiamate a recepire indicazioni e orientamenti per la stagione.
La Delegazione Provinciale di Monza Brianza è l'organo che sul territorio gestisce i campionati dilettantistici e l'attività giovanile, dal rapporto con le società all'organizzazione delle gare. Incontri come quello del 23 settembre servono a tenere allineate le società sulle linee guida federali e a mantenere aperto un canale diretto con chi lavora sui campi.
Il messaggio uscito dalla serata brianzola è chiaro nella sua semplicità: prima di pensare alla classifica, bisogna assicurarsi che i bambini scendano in campo e si divertano. Il resto, per la federazione, è una conseguenza.
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