La Pastorale di Beethoven ai Giardini Reali della Reggia
La Sinfonia n. 6 di Beethoven viene eseguita all'aperto nei Giardini Reali della Reggia di Monza per la rassegna Royal Summer Stage: ingresso gratuito e nessuna prenotazione richiesta. Data e orario non sono ancora stati comunicati.
La Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 di Ludwig van Beethoven, la "Pastorale", viene eseguita nei Giardini Reali della Reggia di Monza nell'ambito della rassegna Royal Summer Stage. Ingresso gratuito, senza prenotazione: si arriva, si trova posto sul prato o lungo un viale e si ascolta.
È una formula che a Monza ha già dimostrato di funzionare, quella del concerto sinfonico portato fuori dalle sale e appoggiato al verde storico che circonda la Villa Reale. Qui, però, la scelta del programma aggiunge un livello in più: la Sesta è la sinfonia che Beethoven ha scritto pensando alla campagna, e ascoltarla in mezzo ai prati non è un effetto scenografico, è la cornice per cui quella musica sembra fatta.
Una sinfonia che racconta la campagna
Beethoven la compone tra il 1807 e il 1808, negli stessi anni della Quinta, e le dà una struttura che rompe le abitudini del suo tempo: cinque movimenti invece di quattro, ognuno con un titolo che indica cosa si sta ascoltando. L'arrivo in campagna, con quel senso di sollievo di chi lascia la città. La scena al ruscello, l'acqua che scorre negli archi e i richiami degli uccelli affidati ai legni. La festa dei contadini, con la banda di paese che entra un po' fuori tempo, come nella realtà.
Poi arriva il temporale: ottoni, timpani, un blocco sonoro che si abbatte sull'orchestra e spazza via la festa. E infine la quiete conclusiva, il canto di ringraziamento dei pastori quando il cielo si riapre. È musica descrittiva, ma Beethoven stesso ci teneva a precisare che si tratta più di sensazione che di pittura: non il rumore della natura, ma quello che la natura fa a chi la attraversa.
Ascoltare quel temporale all'aperto, con il cielo vero sopra la testa e gli alberi dei Giardini Reali intorno, è un'esperienza diversa da quella di una platea chiusa. Il suono si comporta in un altro modo, si disperde, si mescola ai rumori del parco. Chi cerca la resa acustica perfetta troverà da obiettare; chi cerca il senso della Sesta, probabilmente lo troverà più vicino che altrove.
Il contesto: Royal Summer Stage e i Giardini Reali
La rassegna Royal Summer Stage utilizza gli spazi all'aperto del complesso monzese come palcoscenico estivo, con un impianto che punta sull'accessibilità: nessun biglietto, nessuna lista, nessun obbligo di arrivare con ore di anticipo per assicurarsi il posto. È una scelta che apre il repertorio sinfonico a un pubblico che difficilmente entrerebbe in una sala da concerto, e che nei Giardini Reali trova un luogo già frequentato quotidianamente da chi vive in città.
I Giardini Reali sono la porzione di verde progettata a corredo della Villa, distinta dal Parco vero e proprio: prati, viali, spazi aperti e la vista sull'architettura settecentesca. Per un concerto pastorale non serviva cercare altro.
L'appuntamento arriva inoltre in una fase di avvicinamento al bicentenario della morte del compositore, quello che viene ricordato come il Titano di Bonn. Un anniversario che nei prossimi anni riporterà il suo catalogo al centro delle programmazioni, in Italia e all'estero, e che rende ancora più naturale la scelta di mettere in cartellone una delle nove sinfonie.
Cosa manca ancora
Un dettaglio non secondario: data e orario dell'esecuzione non risultano ancora comunicati. Chi vuole andarci farà bene a tenere d'occhio gli aggiornamenti del calendario della rassegna, perché la formula senza prenotazione significa anche che l'unica informazione davvero indispensabile è quando presentarsi.
Nel frattempo, un paio di consigli pratici che valgono per tutti i concerti all'aperto della Reggia: una coperta o una sedia pieghevole cambiano completamente la serata, e conviene arrivare con un margine abbondante, perché il posto non è assegnato e i Giardini, nelle sere d'estate, si riempiono. Il resto lo fa Beethoven.
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