Musica e Stravaganze, tre concerti alla Reggia di Monza
La quinta edizione del festival di musica antica porta al Teatro di Corte e al Salone d'Onore tre appuntamenti tra ottobre e dicembre 2026: ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Tre concerti alla Reggia di Monza, tra il Teatro di Corte e il Salone d'Onore, da ottobre a dicembre 2026: è il programma monzese della quinta edizione di Musica e Stravaganze, festival dedicato alla musica antica. L'ingresso è libero, ma serve la prenotazione.
La rassegna è ideata da EquiVoci Musicali insieme a Regis, la Rete dei Giardini storici del Nord Milano e della Brianza, e si sviluppa su più residenze storiche del territorio. Alla Reggia di Monza toccano tre appuntamenti, ciascuno con un'identità precisa: uno sul tema dell'amore non corrisposto, uno sul viaggio, uno di carattere natalizio.
Si parte il 14 ottobre con l'amore che fa male
Il primo concerto è in programma mercoledì 14 ottobre 2026 alle 21 al Teatro di Corte e si intitola "Amor scortese", con il sottotitolo "Schiavitù d'amore dai trovatori alla new wave". Il filo conduttore è la sofferenza amorosa, raccontata attraverso otto secoli di musica.
Il percorso parte dal fin'amor del XII secolo, il codice dell'amore cortese che i trovatori provenzali avevano codificato in versi e melodie, e attraversa i Minnesänger di area germanica, le liriche medievali e i madrigali del Rinascimento, per arrivare fino al Novecento e alla new wave. Un accostamento che può sorprendere, ma che tiene insieme repertori lontanissimi attorno a un'idea sola: l'amore come forma di servitù volontaria, l'amante che si consegna a chi non lo ricambia. Un tema che la musica ha continuato a riscrivere senza mai cambiarne davvero la sostanza.
Il 27 novembre il viaggio di Ulisse
Il secondo appuntamento è venerdì 27 novembre 2026, sempre alle 21 e sempre al Teatro di Corte. Il titolo è "Odýsseia" e l'esecuzione è affidata all'Ensemble Terra Mater, collettivo di giovani polistrumentisti.
Non si tratta di un concerto nella forma consueta: lo spettacolo mette insieme musica, teatro e immagini, costruendo una drammaturgia attorno al viaggio di Ulisse letto come metafora del viaggio umano. Il ritorno a Itaca diventa così il pretesto per parlare di attraversamenti, di perdite, di approdi rimandati. La formula multidisciplinare rende la serata adatta anche a chi non frequenta abitualmente il repertorio antico: il racconto fa da guida all'ascolto.
La scelta di un ensemble giovane non è casuale. La musica antica in Italia ha visto negli ultimi anni crescere una generazione di interpreti formati sugli strumenti storici ma abituati a contaminare i linguaggi, e Terra Mater si muove su questo terreno.
Il 16 dicembre doppia replica nel Salone d'Onore
L'ultimo concerto della stagione monzese cambia sede e formato. Mercoledì 16 dicembre 2026 "Il cielo che canta – Trilli d'uccelli e voli dello Spirito" va in scena nel Salone d'Onore della Reggia con una doppia replica, alle 17 e alle 21.
Il programma è di carattere natalizio e ruota attorno al simbolismo degli uccelli nella musica barocca: il canto degli uccelli come immagine dello Spirito, tema ricorrente nella produzione sacra e strumentale del Sei e Settecento, dove il virtuosismo imitativo di flauti e violini si caricava di un significato che andava ben oltre il gioco descrittivo. Sul palco interpreti di livello internazionale.
La doppia replica risponde a una ragione pratica: il Salone d'Onore ha una capienza inferiore rispetto al Teatro di Corte e l'orario pomeridiano allarga il pubblico possibile, famiglie comprese.
Come partecipare
Tutti e tre i concerti sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Le informazioni e i moduli per riservare il posto si trovano nella sezione eventi del sito della Reggia di Monza, alla pagina dedicata a Musica e Stravaganze.
Vale la pena muoversi per tempo: le serate a ingresso gratuito nelle sedi storiche monzesi esauriscono i posti rapidamente, e il Teatro di Corte, con la sua platea raccolta, non consente margini di improvvisazione all'ultimo minuto.
Il festival, arrivato alla quinta edizione, si è costruito negli anni un'identità precisa portando il repertorio antico fuori dalle sale da concerto tradizionali e dentro ville, giardini e residenze storiche del Nord Milano e della Brianza. La Reggia di Monza, con i suoi spazi settecenteschi, è un contesto che al repertorio dei secoli passati restituisce qualcosa di molto vicino all'acustica e alla scena per cui era stato pensato. Non un dettaglio decorativo: cambia l'ascolto.
Per la Brianza è anche un'occasione di programmazione culturale continuativa in un periodo – autunno e inizio inverno – in cui l'offerta musicale tende a concentrarsi su Milano. Tre date, tre linguaggi diversi, un unico biglietto d'ingresso: nessuno.
Segnalaci un errore: info@radiorbs.it
