Duecento sotto le stelle del San Primo contro gli impianti
Circa 200 persone all'Osservatorio di Sormano per la serata astronomico-letteraria del coordinamento "Salviamo il Monte San Primo": il prossimo appuntamento è domenica 20 settembre alla Colma.
Circa duecento persone si sono ritrovate all'Osservatorio astronomico di Sormano, sabato 29 agosto, per una serata di astronomia e letteratura organizzata dal coordinamento "Salviamo il Monte San Primo". Una partecipazione che ha superato le attese degli organizzatori e che conferma quanto la questione della montagna del Triangolo Lariano, a due passi dall'alta Brianza, sia diventata un tema sentito ben oltre i confini dei comuni interessati.
La serata fa parte della rassegna "Piccole storie per una Grande montagna", il ciclo di appuntamenti con cui il coordinamento prova a mettere in pratica, e non solo a raccontare, un'idea diversa di valorizzazione del San Primo: cultura, natura, fruizione sostenibile. Un modello alternativo rispetto al progetto "OltreLario", promosso dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio, che prevede nuovi impianti sciistici e innevamento artificiale.
Calvino, il telescopio e la luna piena
Il cielo del San Primo e una luna piena hanno fatto da cornice a un programma costruito su due registri intrecciati. Da una parte la narrazione scientifica, dall'altra le letture ispirate alle "Cosmicomiche" di Italo Calvino, affidate alle attrici Pia Mazza e Arianna Pollini. Il risultato è stato un racconto che ha alternato dati e immaginazione, con il pubblico seduto all'aperto e gli strumenti dell'osservatorio a disposizione.
Alla serata hanno preso parte anche l'astrofisico Emilio Novati, Gigi Manara e Maurizio Lietti. Un capitolo a parte lo merita la presenza di Daniele Brioschi, docente alla scuola media di Carimate, arrivato con il suo gruppo di giovani astrofili: ragazzi che seguono l'attività di osservazione come progetto scolastico e che sul prato dell'osservatorio hanno affiancato gli adulti nel puntare gli strumenti verso il cielo. Un collegamento diretto tra la montagna lariana e il territorio brianzolo, che di quella montagna è bacino naturale di frequentatori nei fine settimana.
Perché si è formato il coordinamento
Il coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" nasce in opposizione al progetto OltreLario. La contestazione riguarda la scelta di puntare su impianti da sci e innevamento artificiale in una quota e in un contesto che, secondo i promotori della mobilitazione, richiederebbero invece investimenti su sentieri, escursionismo, attività didattiche e turismo lento.
Da qui l'idea della rassegna: invece di limitarsi ai comunicati e ai ricorsi, portare fisicamente le persone in quota e mostrare cosa si può fare senza cementificare. Serate come quella all'Osservatorio di Sormano servono esattamente a questo, e i numeri registrati sabato dicono che la formula funziona. Duecento presenze su una strada di montagna, di sera, non sono un dato banale.
Il prossimo appuntamento: "Diventare bosco"
La rassegna prosegue domenica 20 settembre alle 10 alla Colma di Sormano, ai piedi del San Primo, con l'incontro intitolato "Diventare bosco". Questa volta il formato cambia completamente: non una serata astronomica ma una passeggiata nella natura, costruita per famiglie e bambini a partire dai 4 anni.
Il programma mette insieme racconti, gioco e yoga lungo il percorso. L'idea è far conoscere il bosco ai più piccoli attraverso l'esperienza diretta, con soste dedicate all'ascolto e al movimento, in un'attività pensata per essere alla portata anche di chi non ha abitudine a camminare in quota.
L'ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati a venti partecipanti e l'iscrizione è obbligatoria. Ci si prenota scrivendo a info@bellagiosanprimo.com. Vista la capienza ridotta, conviene muoversi con anticipo: le precedenti iniziative del coordinamento hanno raccolto adesioni ben superiori ai numeri previsti.
Una montagna vicina
La Colma di Sormano è uno dei valichi più frequentati dai brianzoli che salgono verso il Triangolo Lariano, in bici o a piedi. Il San Primo, con i suoi 1.686 metri, è la cima più alta della zona e si raggiunge in poco più di un'ora di auto da gran parte della Brianza. È anche per questo che il dibattito sul futuro di quella montagna non resta confinato alla provincia di Como: chi la frequenta arriva in buona parte da sud, dai comuni della fascia tra Monza, Cantù e Carimate.
Il confronto tra le due visioni – impianti da sci contro fruizione sostenibile – è destinato a proseguire. Nel frattempo la rassegna "Piccole storie per una Grande montagna" continua a portare persone in quota, un appuntamento alla volta.
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