Monza, una mostra sui 50 anni dalla diossina dell'Icmesa
Dal 2 al 17 novembre il Palazzo del Lavoro di Monza ospita "1976-2026. La Brianza oltre la Diossina": foto, documenti e prime pagine d'epoca, in parte inedite. Ingresso gratuito.
Dal 2 al 17 novembre il Palazzo del Lavoro di Monza, in via Tommaso Grossi 9, ospita la mostra fotografica "1976-2026. La Brianza oltre la Diossina". Ingresso gratuito, senza prenotazione negli orari ordinari.
Il sottotitolo spiega da dove arriva il materiale esposto: "Volti e storie dall'archivio fotografico de Il Giorno". Scatti, documenti e prime pagine d'epoca, una parte dei quali mai pubblicati, che ricostruiscono i giorni della nube e gli anni successivi, quando il territorio tra Meda e Seveso ha dovuto reinventarsi.
L'allestimento si può visitare dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 16.30, nella sede della Provincia di Monza e della Brianza. Per i gruppi di almeno dieci persone sono previste visite in mattinata, su prenotazione via email: una formula pensata soprattutto per le scuole e per le associazioni che vogliono accompagnare i ragazzi in un percorso guidato.
L'inaugurazione del 2 novembre
Il taglio del nastro è fissato per lunedì 2 novembre alle 18, nella Sala Eventi del Palazzo del Lavoro. Intervengono Luca Santambrogio, presidente della Provincia di Monza e della Brianza, e Guido Bandera, vicedirettore de Il Giorno. Con loro Paolo Mocarelli, che all'epoca del disastro era primario all'ospedale di Desio e che quest'anno ha ricevuto il Premio Beato Talamoni: fu tra i primi a misurare sul campo l'impatto sanitario della contaminazione e a seguire negli anni gli studi sulla popolazione esposta. Modera l'incontro Monica Guzzi, responsabile della redazione di Monza e Brianza de Il Giorno.
La serata è aperta a tutti e rappresenta anche il momento in cui la mostra viene restituita al capoluogo dopo essere già stata ospitata in altre località del territorio nel corso dell'anno. L'iniziativa rientra nel programma del cinquantesimo promosso dalla Provincia insieme ai Comuni coinvolti.
Che cosa successe il 10 luglio 1976
Il disastro è quello dello stabilimento chimico Icmesa, che sorgeva a Meda a ridosso del confine con Seveso. Il 10 luglio 1976 un guasto a un reattore provocò la fuoriuscita di una nube tossica contenente Tcdd, una sostanza della famiglia delle diossine. La nube si depositò su campi, giardini, tetti e strade dei comuni circostanti.
Nelle settimane seguenti centinaia di residenti furono costretti ad abbandonare le proprie case. Le aree più colpite vennero recintate e suddivise in zone, gli animali abbattuti, il terreno rimosso. Per molte famiglie l'allontanamento significò perdere la casa, l'orto, il lavoro e la rete di relazioni costruita in anni di vita in quelle vie.
Da quella vicenda nacque una conseguenza che ha superato di molto i confini brianzoli: le Direttive Seveso, il corpo di norme europee sulla sicurezza degli impianti industriali a rischio di incidente rilevante. Il nome di un comune della Brianza è finito così nel linguaggio tecnico e giuridico di tutta l'Unione, applicato ogni volta che si classifica un sito produttivo pericoloso.
Dalla nube al Bosco delle Querce
Le aree più contaminate, una volta bonificate, sono diventate il Bosco delle Querce, il parco che oggi copre il terreno dove sorgeva la zona A e dove si trovano le vasche in cui furono sepolti i materiali rimossi. È lo stesso luogo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indicato come simbolo della rinascita durante la visita a Seveso del 10 luglio 2026, nel giorno esatto del cinquantenario.
La mostra si muove su questo doppio binario: il racconto dell'emergenza, con le immagini dei giorni della paura e delle evacuazioni, e quello della ricostruzione, fatta di bonifiche, controlli sanitari durati decenni e di una comunità che ha scelto di non cancellare la memoria di quanto era accaduto.
Perché vale la pena andarci
Per chi in Brianza c'era, le fotografie dell'archivio sono un ritorno a volti e luoghi riconoscibili: i cartelli di divieto, le tute bianche, le code davanti agli ambulatori, le prime pagine che per mesi tennero il disastro in apertura. Per chi è nato dopo, è il modo più diretto per capire perché a Seveso e dintorni certe parole pesino ancora.
Tutte le informazioni pratiche in sintesi: "1976-2026. La Brianza oltre la Diossina. Volti e storie dall'archivio fotografico de Il Giorno", Palazzo del Lavoro, via Tommaso Grossi 9 a Monza, dal 2 al 17 novembre, dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 16.30, ingresso libero. Inaugurazione lunedì 2 novembre alle 18 nella Sala Eventi. Visite mattutine per gruppi di almeno dieci persone su prenotazione via email.
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