Biassono, una mostra su Michele Alboreto per il Fuori GP
Nella settimana del Gran Premio d'Italia 2026 il Fuori GP di Biassono espone due tute e due caschi del periodo Ferrari e il musetto di una monoposto del 1988, con un percorso di pannelli che ripercorre tutta la carriera del pilota milanese.
Due tute, due caschi e il musetto di una Ferrari di Formula 1 del 1988: a Biassono, nella settimana del Gran Premio d'Italia 2026, il Fuori GP dedica una mostra a Michele Alboreto.
L'esposizione nasce a pochi chilometri dall'Autodromo Nazionale Monza, nei giorni in cui la Brianza si riempie di appassionati arrivati da mezza Europa per il weekend di gara. Il pezzo più atteso è il musetto della monoposto del 1988, l'ultima stagione di Alboreto in rosso. Accanto ai cimeli, un percorso di pannelli illustrati racconta in ordine cronologico l'intera carriera del pilota, dagli esordi fino alle competizioni internazionali di durata.
Il percorso è diviso in sezioni: si parte dal Trofeo Cadetti e dalla Formula 3, si passa agli anni Tyrrell, poi lo spazio principale riservato alla Ferrari, quindi le ultime stagioni in Formula 1 e infine il capitolo dedicato a Turismo, GT ed Endurance.
Da Milano alla Tyrrell
Michele Alboreto era nato a Milano il 23 dicembre 1956. In Formula 1 debutta nel 1981 con la Tyrrell e la prima vittoria arriva l'anno successivo, nel 1982, al Caesars Palace Grand Prix di Las Vegas. Nel 1983 il bis a Detroit, sempre con la squadra britannica: due successi conquistati su circuiti cittadini, che gli aprono la porta di Maranello.
Dal 1984 al 1988 corre con la Ferrari, cinque stagioni con tre vittorie e due pole position. Il momento più alto è il 1985, quando chiude il Mondiale al secondo posto alle spalle di Alain Prost: resterà il miglior risultato della sua carriera.
Monza 1988, la doppietta che fermò la McLaren
Il Gran Premio d'Italia del 1988 è la gara che lega in modo definitivo Alboreto e Monza. Si corre poche settimane dopo la morte di Enzo Ferrari, in una stagione in cui la McLaren aveva vinto le prime undici gare. Dopo il ritiro di Prost, Ayrton Senna comanda la corsa, ma nel finale entra in contatto con la Williams di Jean-Louis Schlesser.
La strada si apre per le due Ferrari: Gerhard Berger primo, Alboreto secondo. Doppietta davanti al pubblico di casa e unica gara dell'anno non vinta dalla McLaren. Un risultato che a Monza si racconta ancora oggi e che nella mostra di Biassono occupa uno spazio centrale, insieme ai cimeli di quella stagione.
Le ultime stagioni e Le Mans
Nel 1989 Alboreto torna alla Tyrrell, coglie un terzo posto nel Gran Premio del Messico e poi passa alla Larrousse. Seguono gli anni con Arrows-Footwork, Scuderia Italia e Minardi, fino al 1994, ultima stagione in Formula 1. Il bilancio complessivo nella massima categoria è di 194 partenze, cinque vittorie e ventitré podi.
Dopo la Formula 1 la carriera prosegue nelle gare di durata: nel 1997 vince la 24 Ore di Le Mans insieme a Stefan Johansson e Tom Kristensen. Gli ultimi anni sono legati ai prototipi Audi e all'endurance internazionale. Il 25 aprile 2001, a 44 anni, muore durante un test al Lausitzring, in Germania, alla guida di un prototipo della casa tedesca.
La Parabolica porta il suo nome
Dal 2021, a vent'anni dalla scomparsa, la Curva Parabolica dell'Autodromo Nazionale Monza è intitolata a Michele Alboreto. È il tratto che i piloti affrontano prima di imboccare il rettilineo del traguardo, uno dei punti più fotografati del circuito.
La mostra di Biassono si inserisce nel programma del Fuori GP, il cartellone di iniziative che accompagna il fine settimana della Formula 1 nei comuni attorno al parco. Per orari, sede esatta e modalità di ingresso occorre attendere il dettaglio del programma: la mostra è annunciata per i giorni del Gran Premio, quando la Brianza vive la sua settimana più affollata dell'anno.
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