Artery Film Festival, premi e sala piena a Concorezzo
Serata finale sabato 24 ottobre al cine teatro San Luigi di Concorezzo: Premio alla Carriera ad Antonio Catania e tripletta per "Il capo del mondo", miglior film del festival.
Sala esaurita in ogni ordine di posti sabato 24 ottobre al cine teatro San Luigi di Concorezzo per la serata finale dell'International Artery Film Festival, chiusa con la consegna dei premi alle opere in concorso. Una cerimonia di gala condotta da Arianna Ciampoli, con Rai Cultura media partner e la presenza delle autorità, che ha messo il punto a un'edizione cresciuta ben oltre i confini brianzoli.
I numeri raccontano l'ampiezza del concorso: tremila opere iscritte, arrivate da oltre centocinque Paesi. Un bacino internazionale per un festival che ha scelto di avere casa in Brianza, sotto la direzione artistica di Matteo Mavero.
Antonio Catania e il Premio alla Carriera
Il momento più atteso della serata è stato il Premio alla Carriera ad Antonio Catania, presente in sala. L'attore è salito sul palco e ha dialogato con il pubblico raccontando aneddoti di set e riflessioni sul mestiere dell'attore: il lavoro sui personaggi, gli incontri che hanno segnato il percorso, il rapporto con registi e colleghi. Un intervento accolto con applausi lunghi da una platea composta da appassionati, addetti ai lavori e tanti concorezzesi.
La scelta di affidare la conduzione ad Arianna Ciampoli ha dato alla serata un ritmo televisivo, con i premi scanditi uno dopo l'altro e lo spazio per far parlare autori e interpreti chiamati sul palco.
"Il capo del mondo" fa tripletta
Il riconoscimento principale, quello per il Miglior Film, è andato a "Il capo del mondo", che si è imposto anche nelle categorie Migliore regia italiana e Miglior interprete. Tre statuette per la stessa opera, risultato che ha di fatto dominato il palmarès dell'edizione.
Nella sezione documentari il premio è andato a "La casa di Cini Boeri", dedicato all'architetta e designer milanese, figura centrale del progetto italiano del Novecento. Miglior cortometraggio è stato invece "Labyrinth".
Sul fronte internazionale, il premio per la Migliore regia di un'opera straniera è andato a "The Heart of Heritage".
Sceneggiature, musica e fotografia
La Migliore sceneggiatura italiana è stata assegnata a "La parte maledetta. Viaggi ai confini del teatro. Carmelo Bene.", lavoro che attraversa la figura dell'attore e drammaturgo salentino. Per la sceneggiatura straniera il riconoscimento è andato a "The Piss of Artist", opera premiata anche per la Migliore colonna sonora originale: doppio riconoscimento, dunque, nella stessa serata.
Il premio per la Migliore fotografia è stato consegnato a "In Silence".
Il quadro complessivo dei premi restituisce l'immagine di un concorso che ha tenuto insieme lungometraggi, documentari e cortometraggi, produzioni italiane e straniere, dando spazio sia ai mestieri più visibili — regia e interpretazione — sia a quelli che restano dietro le quinte, dalla scrittura alla musica, dalla fotografia al montaggio delle idee.
Un festival internazionale con casa in Brianza
Il dato che resta, al di là dell'elenco dei vincitori, è la capacità di un festival ospitato in un cine teatro parrocchiale di una città di poco più di quindicimila abitanti di raccogliere candidature da oltre cento Paesi. Il San Luigi di Concorezzo, sala storica e punto di riferimento per la vita culturale del paese, si è trasformato per una sera in una vetrina internazionale, con il pubblico a riempire ogni fila.
La presenza di Rai Cultura come media partner ha dato alla rassegna una cornice nazionale, mentre il lavoro di selezione sulle tremila opere iscritte ha richiesto mesi di visioni e valutazioni da parte della direzione artistica guidata da Matteo Mavero.
Per Concorezzo e per tutta la Brianza si tratta di un appuntamento che consolida la propria posizione nel calendario cinematografico, portando sul territorio autori e interpreti che altrimenti difficilmente avrebbero occasione di incontrare il pubblico locale. La serata di gala, con la sala piena e il premio a un volto noto del cinema e della televisione italiana come Antonio Catania, ha confermato che la formula funziona: un concorso dallo sguardo internazionale che però mantiene il rapporto diretto con chi vive e frequenta il paese.
I titoli premiati, dal lungometraggio vincitore ai corti, raccontano direzioni molto diverse del fare cinema oggi, tra racconto di finzione, documentario d'autore e sperimentazione. Il palmarès completo è ora il biglietto da visita dell'edizione appena conclusa, in attesa che la macchina del festival si rimetta in moto per la prossima.
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