Villasanta, petizione contro il fotovoltaico di via Pertini
I residenti del condominio Raffaello hanno raccolto 274 firme su change.org contro l'impianto previsto nell'area agricola tra via Colleoni e via Fieramosca, dopo il taglio di alberi iniziato ad agosto.
Sono 274 le firme raccolte finora dalla petizione lanciata su change.org dai residenti del condominio Raffaello di Villasanta contro l'impianto fotovoltaico previsto nell'area agricola di via Pertini. Il terreno si trova tra i quartieri Sant'Alessandro e San Fiorano, nella fascia compresa tra via Colleoni e via Fieramosca, proprio di fronte alle finestre della residenza.
Il movimento è nato in modo spontaneo tra le famiglie del complesso, che si sono organizzate dopo aver visto partire i primi interventi sul campo. Non si tratta di una contestazione di principio all'energia solare: nel testo della raccolta firme i promotori mettono nero su bianco la loro posizione. «Al momento non abbiamo ancora risposte – Sosteniamo la transizione ecologica ma al tempo stesso vogliamo raccogliere l'interesse e le firme di quanti possono essere interessati allo scopo e ridurre al minimo i possibili effetti di questo progetto sulle nostre abitazioni».
Gli alberi tagliati ad agosto
Il punto di svolta è arrivato in estate. Ad agosto sono cominciati i lavori nell'area nord del terreno, con il taglio di robinie e ciliegi. Secondo quanto denunciano i residenti, tra le piante abbattute c'era anche un esemplare di una certa età: «È stato abbattuto anche un ciliegio decennale sul quale nidificava un gheppio», scrivono nella petizione. Da lì la decisione di passare dalle lamentele private a un'iniziativa pubblica.
L'area ha una storia urbanistica particolare. Si tratta di un terreno agricolo che in passato rientrava nel parco agricolo della Cavallera e che successivamente è stato inserito nel perimetro del Parco della Valle del Lambro. Un contesto verde, a ridosso della linea ferroviaria, che per chi abita nelle palazzine affacciate sul campo rappresenta l'unico orizzonte libero.
Il Comune: «Non possiamo bloccare nulla»
La vicenda è già approdata in consiglio comunale. La posizione dell'amministrazione è stata chiara: su un progetto di questo tipo il municipio non ha il potere di fermare decisioni che rispondono a normative regionali e nazionali. In altre parole, l'autorizzazione non passa dal tavolo di piazza Martiri della Libertà.
Quello che il Comune ha potuto fare è negoziare una compensazione. Al privato che realizza l'impianto è stata chiesta una cifra di circa 70mila euro, destinata a migliorie nell'Area feste del paese. Una partita che però non tocca il merito di ciò che preoccupa i firmatari, cioè l'impatto visivo e ambientale di una distesa di pannelli davanti alle abitazioni.
A settembre il sindaco Lorenzo Galli ha ricevuto una delegazione del condominio. Un incontro che i residenti descrivono come un primo passo, ma al quale non sono ancora seguite risposte concrete sulle richieste avanzate.
Le quattro richieste dei residenti
La delegazione ha consegnato al sindaco un elenco preciso di istanze, tutte orientate a mitigare gli effetti dell'impianto più che a cancellarlo. La prima riguarda la piantumazione di alberi ad alto fusto sul lato ovest dell'area, quello più esposto verso le case, in modo da creare una barriera verde.
La seconda chiede una verifica sulla fascia di trenta metri dalla linea ferroviaria, per capire se i vincoli previsti siano stati rispettati nella progettazione. La terza punta all'inserimento di arbusti bassi davanti alla prima fila di pannelli, una schermatura a livello del suolo che riduca l'effetto specchio e l'impatto visivo immediato.
L'ultima istanza riguarda la collocazione delle cabine inverter, i macchinari che trasformano la corrente continua prodotta dai pannelli in corrente alternata: i residenti chiedono che vengano posizionate sul lato est, il più lontano possibile dalle abitazioni, per contenere rumore e campi elettromagnetici.
La battaglia sulle carte
Parallelamente alla raccolta firme, il comitato sta provando a mettere le mani sui documenti del progetto. Una prima richiesta di accesso agli atti è stata respinta: la motivazione addotta è la mancanza di un interesse diretto da parte dei richiedenti. I residenti non si sono fermati e hanno presentato una seconda istanza, confidando in un esito diverso.
È un passaggio decisivo, perché senza il dettaglio delle tavole progettuali, delle superfici coinvolte e delle prescrizioni autorizzative è difficile valutare quanto le richieste di mitigazione siano compatibili con quanto già approvato. Nel frattempo la petizione resta aperta online e il numero delle adesioni continua a muoversi.
La vicenda di via Pertini si inserisce in una tensione che attraversa diversi comuni brianzoli: la corsa agli impianti rinnovabili si scontra con la scarsità di suolo libero in uno dei territori più urbanizzati d'Europa. Ogni ettaro agricolo rimasto diventa terreno di confronto tra obiettivi energetici, vincoli paesaggistici e la qualità della vita di chi ci abita accanto.
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