Villasanta, Franco Pilotti compie 101 anni alla Rsa
Festa venerdì 9 ottobre alla Rsa Villa San Clemente per il villasantese classe 1925: con lui gli operatori della struttura e gli auguri del sindaco Lorenzo Galli.
Centouno candeline per Franco Pilotti. Il villasantese le ha spente venerdì 9 ottobre alla Rsa Villa San Clemente, circondato dagli operatori della struttura, che hanno organizzato la festa. Agli auguri si è unito anche il sindaco Lorenzo Galli, arrivato a portare il saluto della città a uno dei decani del paese.
Pilotti è nato nel 1925. Una data che, a Villasanta, significa qualcosa di preciso: all'epoca il comune come lo conosciamo oggi non esisteva. C'erano due frazioni separate, «La Santa» e «Villa San Fiorano», divise dalla linea ferroviaria e da campanilismi che all'epoca non erano un dettaglio folkloristico ma una frattura reale. Pilotti ha visto nascere il paese unito, l'ha attraversato per intero e ne è diventato, negli anni, una delle memorie storiche più consultate.
Dal Sacchettificio Monzese alla pensione
Il primo lavoro lo ha trovato al Sacchettificio Monzese. Poi, dal 1960, è passato alla ditta «Colombo Agostino», dove ha fatto il magazziniere fino al pensionamento, arrivato nel 1983. Vent'anni e passa nello stesso posto, in quella Brianza del lavoro che si costruiva attorno alle aziende di famiglia e ai capannoni cresciuti ai bordi dei campi.
Ma la parte di vita per cui Villasanta lo riconosce di più è un'altra, ed è cominciata fuori dall'orario di fabbrica. Per oltre cinquant'anni Pilotti è stato il responsabile del Cinema Lux, punto di riferimento della vita culturale del paese. Mezzo secolo dietro le quinte di una sala che, per generazioni di villasantesi, ha significato il sabato sera, le prime visioni, le domeniche pomeriggio dei ragazzi.
Il Lux e l'acustica che attirava gli artisti
Il Lux, però, non era soltanto un cinema di provincia. La sua acustica si era fatta una reputazione, e non solo tra Villasanta e i comuni vicini: diversi artisti hanno scelto quel palco per le prove generali prima di portare gli spettacoli altrove. Da lì sono passati Paola Borboni e Nanni Svampa, ma anche Eros Ramazzotti e Claudio Cecchetto, e il tenore Luis Miguel.
Nomi che oggi, elencati uno dietro l'altro, danno l'idea di che cosa abbia visto e sentito Pilotti stando dentro quella sala per cinquant'anni. Lui c'era quando si accendevano le luci e quando si spegnevano, quando arrivava chi poi sarebbe diventato famoso e quando il pubblico era fatto solo di compaesani.
Dietro il bancone dell'Unione oltre i novant'anni
La pensione, nel 1983, non lo ha fermato. Anche dopo aver superato i novant'anni Pilotti ha continuato a servire dietro il bancone del Circolo parrocchiale «Unione», altro luogo che a Villasanta funziona da collante: il bar dell'oratorio, le partite a carte, il caffè prima della messa, i ragazzi che entrano e escono.
È anche per questo che il suo nome ricorre ogni volta che in paese si parla di memoria storica. Chi ha dovuto ricostruire una data, un episodio, il nome di un negozio sparito o la disposizione di una via prima di una ristrutturazione, spesso ha bussato alla sua porta. Un archivio vivente, che ha il vantaggio di saper raccontare e non solo elencare.
Un secolo di Villasanta in una sola biografia
La festa alla Rsa Villa San Clemente ha messo insieme tutto questo: gli operatori che lo assistono quotidianamente, la torta, il sindaco Galli con gli auguri istituzionali. Un compleanno privato che in un comune come Villasanta diventa inevitabilmente un fatto collettivo, perché i centounenni non sono molti e perché la storia di Pilotti coincide, pezzo per pezzo, con quella del paese.
Da due frazioni divise dai binari a un comune unico di oltre tredicimila abitanti; dal sacchettificio alla ditta Colombo, dal Lux all'oratorio. Una traiettoria tutta dentro il perimetro di Villasanta, costruita stando sempre in mezzo alla gente: al magazzino, in sala, al bar del circolo.
Gli anni sono 101. Il paese ne ha poco più di cento da quando esiste nella forma attuale. È una coincidenza che vale la pena notare, e che spiega perché una festa di compleanno in una casa di riposo abbia fatto il giro del paese.
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