V_AIR 2021: sei progetti a Vimercate su 154 candidature
La quinta edizione del programma di residenze artistiche del Comune di Vimercate ha raccolto 154 domande da 27 Paesi. Sei i progetti selezionati sul tema della catastrofe e della rinascita, con curatela di Maria Paola Zedda: dall'amaca in Piazza Roma alle testimonianze sulla pandemia raccolte tra i cittadini.
Sono sei i progetti scelti per la quinta edizione di V_AIR, il programma di residenze artistiche del Comune di Vimercate, selezionati tra 154 candidature arrivate da 27 Paesi. Le residenze si svolgono al MUST, il museo del territorio vimercatese, dove gli artisti trovano atelier, alloggio e un rimborso spese per produrre l'opera.
Il tema dell'edizione 2021, curata da Maria Paola Zedda, è «Dialoghi con la catastrofe. Riflessioni, pratiche e visioni per la rinascita»: una traccia di lavoro che ha attirato domande da India, Pakistan, Iran, Cina, Corea del Sud, Ghana, Egitto, Stati Uniti, Argentina, Brasile e da diversi Paesi europei. L'edizione ha ottenuto un contributo di Regione Lombardia.
A conclusione del periodo di lavoro le opere vengono presentate in una mostra collettiva ed entrano poi nelle collezioni del museo: è il meccanismo che dal 2017, anno della prima edizione, ha costruito a Vimercate un piccolo patrimonio di arte contemporanea prodotta sul posto.
Un'amaca in Piazza Roma
Il progetto più visibile in città è «Riposo» di Lena Chen, artista cino-americana che lavora con Michael Neumann. L'installazione site-specific è un'amaca collocata in Piazza Roma, lo spazio circondato da banche e attività commerciali: qui l'artista medita e dorme in pubblico, e il pubblico stesso è invitato a distendersi e a dormire. Il tessuto dell'amaca riproduce un'immagine della piazza manipolata digitalmente, così che il luogo del riposo contenga il luogo del lavoro.
«Riposare è un modo per rendere le nostre esistenze ricettive alla nostra saggezza e per fortificarci spiritualmente con l'obiettivo di creare un futuro più giusto», spiega Lena Chen.
Sul futuro guarda anche «Saba's Look on the Future» di Silvia Amancei e Bogdan Armanu, coppia di artisti romeni: due personaggi mettono in scena il futuro del capitalismo, con un linguaggio che intreccia le avanguardie storiche e la performance dell'Europa dell'Est degli anni Settanta e Ottanta.
Le voci dei vimercatesi sulla pandemia
Irene Dionisio, artista italiana, ha scelto di partire da chi abita la città. «Da togliere il fiato» è una raccolta di audio-testimonianze di cittadini vimercatesi sull'esperienza della pandemia, restituite in due forme: «passeggiate sonore» di carattere performativo e un disco in vinile.
Ruggero Franceschini e Zelda Soussan, italiano e francese, hanno costruito «Users' Guide for the Planeth Earth»: una performance site-responsive accompagnata da un libretto di istruzioni per sopravvivere nella Vimercate del futuro, nato da un lavoro di mappatura culturale e comunitaria del territorio.
Dall'Indonesia arriva Hayro Mohamed Hutomo con «Microscopic Power: Zoom in an Invisible Realities», un percorso di workshop aperti ai cittadini dedicati all'estrazione del DNA dagli alimenti: da qui parte la riflessione su cibo, ambiente e cambiamento climatico.
Chiude la selezione Smirna Kulenovic, artista bosniaca, con «Tarot of Postcapitalist Desire»: un mazzo di tarocchi realizzato attraverso un percorso di design partecipativo con un gruppo di giovani del posto, con immagini generate da una rete neurale.
Come funziona la residenza
V_AIR è promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Vimercate con l'obiettivo di valorizzare l'arte contemporanea e sostenere la produzione artistica giovanile. Le selezioni si svolgono tra dicembre e febbraio; le residenze durano tre settimane e di norma si concentrano nel mese di maggio. Ogni anno vengono scelti al massimo nove artisti.
Possono candidarsi autori dai 19 ai 35 anni compiuti, attivi nelle arti visive: pittura, scultura, grafica, fotografia, video, performance, senza limiti di linguaggi e di tecniche. Una formula aperta che spiega la varietà dei sei progetti 2021, dove il video convive con il workshop scientifico, la performance con l'oggetto stampato.
Ai vincitori il museo mette a disposizione un atelier nella propria sede, l'alloggio e un rimborso per le spese di produzione dell'opera. Il passaggio finale — la mostra collettiva e l'ingresso dei lavori nelle collezioni del MUST — trasforma tre settimane di lavoro in qualcosa che resta a disposizione della città.
Vimercate come materiale di lavoro
Il filo che tiene insieme l'edizione 2021 è l'uso di Vimercate non come sfondo ma come materiale. La piazza centrale diventa un luogo dove dormire, i racconti dei residenti sul periodo più difficile degli ultimi anni diventano un vinile, il tessuto sociale della città entra in un libretto di istruzioni per il futuro e in un mazzo di tarocchi disegnato con i ragazzi del posto.
È un modo di intendere la residenza artistica che chiede agli artisti di uscire dall'atelier e di lavorare con le persone: workshop, interviste, camminate, sessioni di progettazione condivisa. Il tema della catastrofe e della rinascita, scelto in un anno segnato dall'emergenza sanitaria, ha fatto il resto, orientando i sei lavori verso l'idea di ricostruzione più che di racconto del danno.
Con 154 candidature da 27 Paesi, il programma nato nel 2017 conferma di aver superato i confini della Brianza: a Vimercate arrivano proposte dall'Asia, dall'Africa e dalle Americhe per lavorare tre settimane in un museo di territorio e lasciare un'opera in collezione.
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