Seregno, il 52,91% del territorio è già cementificato
I dati ISPRA 2024 elaborati da SuoloData fotografano una città artificializzata per oltre metà della sua superficie, con un saldo netto di 25,2 mq al giorno: numeri che arrivano mentre il Comune lavora alla revisione del PGT.
A Seregno più della metà del territorio comunale è coperta da superfici artificiali: il 52,91%, secondo i dati ISPRA aggiornati al 2024 ed elaborati da SuoloData in un dossier dedicato alla città, presentato il 27 ottobre. Una fotografia che arriva nel momento in cui l'amministrazione sta lavorando alla revisione generale del Piano di Governo del Territorio.
Il confronto con il resto della Lombardia rende l'ordine di grandezza: la media regionale indicata nel dossier è del 12,2%, meno di un quarto del valore seregnese. Dentro la provincia di Monza e Brianza, Seregno si colloca al tredicesimo posto su 55 comuni per quota di suolo artificializzato — un dato che dice molto anche sul contesto, visto che la Brianza è tra i territori più densamente costruiti d'Italia.
Venticinque metri quadrati al giorno
Il secondo numero è quello che misura la dinamica recente, non lo stato di fatto accumulato negli anni. Nel 2024 il saldo netto di consumo di suolo a Seregno è stato di 25,2 metri quadrati al giorno, pari a circa 0,9 ettari in un anno. Su questa velocità la città si posiziona terza in tutta la provincia.
Scomponendo le trasformazioni registrate nel corso dell'anno, 1,49 ettari riguardano trasformazioni non definitive — cantieri, aree di lavorazione, situazioni potenzialmente reversibili — mentre 0,67 ettari sono nuova copertura artificiale vera e propria. Allargando lo sguardo, tra il 2016 e il 2024 l'incremento netto di superficie artificiale è stato di 3,8 ettari.
Nel conteggio delle superfici artificiali rientrano edifici, strade, parcheggi e altre superfici trasformate. La distinzione metodologica è importante: il suolo già consumato racconta una condizione stratificata nel tempo, quello trasformato nell'ultimo anno misura invece cosa sta succedendo adesso. Nelle mappe del dossier le aree rosse corrispondono al suolo consumato rilevato da ISPRA al 2024.
Popolazione ferma, superficie costruita in crescita
Il dato demografico aggiunge un elemento di lettura. Nel 2024 Seregno contava 45.010 abitanti, un valore sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente. La superficie artificializzata, invece, ha continuato a crescere: significa che l'espansione del costruito non è trainata da una pressione demografica, ma da scelte di trasformazione del territorio.
Le conseguenze dell'impermeabilizzazione sono misurabili e riguardano la vita quotidiana. Un suolo coperto assorbe meno acqua piovana: aumenta il deflusso superficiale, cresce la pressione sui sistemi di drenaggio, sale il rischio di allagamenti nei momenti di pioggia intensa. È uno scenario che la Brianza conosce bene ogni volta che un temporale estivo mette in difficoltà tombini e sottopassi.
C'è poi la questione termica. Asfalto ed edifici accumulano e restituiscono calore, generando le cosiddette isole di calore urbane; al contrario, vegetazione e suoli permeabili migliorano il comfort termico nei mesi più caldi. Ogni metro quadro di suolo permeabile che viene coperto perde insieme più funzioni: l'assorbimento della pioggia, la ricarica delle falde, la capacità di ospitare habitat, la regolazione del microclima.
Il nodo del nuovo PGT
I numeri arrivano in un passaggio tutt'altro che neutro. Il Piano di Governo del Territorio è lo strumento con cui il Comune fissa regole e indirizzi delle trasformazioni urbanistiche: dalla revisione in corso dipendono le scelte dei prossimi anni su dove e quanto si costruisce.
Le indicazioni avanzate nel dossier vanno in tre direzioni: puntare sulla rigenerazione urbana anziché su nuove espansioni, tutelare le aree verdi rimaste e recuperare porzioni di suolo già impermeabilizzato restituendole a una funzione permeabile. A queste si aggiunge una richiesta di metodo: obiettivi misurabili, scelte verificabili nel tempo e una valutazione trasparente degli effetti ambientali delle previsioni di piano.
In un territorio dove il suolo libero è ormai una risorsa residuale, i 25 metri quadrati al giorno diventano l'unità di misura con cui leggere ogni scelta urbanistica. Il nuovo PGT dirà se quel ritmo è destinato a rallentare o a confermarsi.
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