Sassoli: "Monza non aspetti episodi come a Milano"
La consigliera regionale Martina Sassoli (Lombardia Migliore - Noi Moderati) interviene sui disordini di Milano, critica il "buonismo" sul fenomeno maranza e cita iniziative in loro difesa organizzate anche a Monza.
Monza non deve aspettare che si arrivi ai disordini visti a Milano. È il senso dell'intervento diffuso domenica 18 ottobre da Martina Sassoli, consigliera regionale lombarda del gruppo Lombardia Migliore - Noi Moderati, che torna sul fenomeno dei cosiddetti maranza e sul modo in cui, a suo giudizio, viene raccontato.
Il punto di partenza sono le violenze denunciate nel capoluogo: devastazioni, negozi saccheggiati, aggressioni alle forze dell'ordine. Per la consigliera non si tratta di episodi da derubricare a eccesso giovanile. "Devastare una città, saccheggiare negozi e aggredire le Forze dell'Ordine non è una bravata né una ragazzata: sono comportamenti criminali che vanno chiamati con il loro nome", afferma.
La polemica sul "disagio giovanile"
Il bersaglio esplicito della presa di posizione è la lettura che riconduce il fenomeno unicamente a una questione di disagio sociale e generazionale. Una chiave interpretativa che Sassoli attribuisce a certi ambienti della sinistra e che, nella sua ricostruzione, finisce per attenuare la gravità di comportamenti che restano reati.
Il ragionamento non nega l'esistenza di un problema sociale, ma contesta che il contesto di partenza possa diventare una giustificazione automatica. La distinzione, nelle parole della consigliera, è tra comprendere le cause e assolvere le conseguenze: il primo passaggio è legittimo, il secondo no.
In questo quadro arriva anche il riferimento diretto al territorio brianzolo. "Ricordo persino iniziative organizzate in difesa dei maranza, anche a Monza", osserva Sassoli, senza però indicare quali manifestazioni o quali organizzatori. È un passaggio che serve a sostenere la tesi di un clima culturale che, a suo avviso, ha abbassato la soglia di attenzione.
L'avvertimento sul capoluogo brianzolo
La parte più netta dell'intervento riguarda proprio il rapporto tra quanto accaduto a Milano e quello che potrebbe accadere a pochi chilometri di distanza. "Milano non può diventare terra di nessuno e Monza non deve aspettare che situazioni analoghe degenerino", è il passaggio centrale.
L'argomento è quello della prevenzione: intervenire prima che un fenomeno si consolidi, invece di rincorrerlo quando è già diventato ordine pubblico. Un tema che in Brianza ricorre da tempo nel dibattito politico locale, soprattutto quando si parla di zone della stazione, parchi e aree commerciali nelle ore serali.
La consigliera non indica misure specifiche né provvedimenti in discussione in Consiglio regionale. Il suo è un richiamo di impostazione, rivolto a chi amministra e a chi ha responsabilità educative dirette.
L'appello alle famiglie
L'ultimo passaggio chiama in causa i genitori. Per Sassoli la responsabilità educativa non può essere delegata alle sole istituzioni: scuola, enti locali e forze dell'ordine possono intervenire, ma il primo presidio resta la famiglia. L'invito è a non scaricare interamente su altri il compito di stabilire limiti e regole.
Da qui la richiesta, formulata in parallelo, di maggiore responsabilità anche da parte delle istituzioni. Due piani che nella sua lettura devono muoversi insieme: senza un intervento pubblico coerente l'impegno delle famiglie resta isolato, senza un ruolo educativo familiare ogni misura istituzionale arriva tardi.
Un tema che torna in Brianza
La discussione sui comportamenti di gruppo tra i più giovani attraversa da mesi diversi Comuni del territorio, con posizioni distanti tra chi chiede più controlli e chi punta su politiche giovanili, spazi di aggregazione e lavoro educativo di strada. L'intervento della consigliera si colloca su un versante preciso di questo confronto e usa i fatti milanesi come termine di paragone.
Al momento non risultano repliche formali da parte di amministratori monzesi o di realtà associative chiamate indirettamente in causa dal riferimento alle iniziative in difesa dei maranza. Il tema, però, è destinato a riproporsi: il dibattito sulla sicurezza urbana e sulle politiche giovanili resta uno dei terreni più battuti nei consigli comunali della provincia, e il richiamo a quanto accaduto nel capoluogo offre un argomento immediato a chi chiede un cambio di passo.
La posizione espressa da Lombardia Migliore - Noi Moderati si inserisce in una linea che punta sulla responsabilità individuale e familiare come leva principale, accanto all'intervento delle istituzioni. Resta da capire se e come questa impostazione si tradurrà in proposte concrete nelle prossime sedute del Consiglio regionale, dove il tema della sicurezza nei centri urbani lombardi è già oggetto di confronto tra maggioranza e opposizione.
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