Maltempo, stato di emergenza prorogato in nove Comuni
Il Governo ha esteso di un anno lo stato di emergenza per i nove Comuni della provincia di Monza e Brianza colpiti dagli eventi meteo eccezionali del settembre 2025.
Un altro anno di stato di emergenza per i nove Comuni brianzoli travolti dal maltempo del settembre 2025. La proroga è stata decisa dal Governo e riguarda Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Seveso e Varedo: tutti in provincia di Monza e Brianza, tutti finiti sott'acqua nei giorni compresi fra il 22 e il 27 settembre dello scorso anno.
La prima dichiarazione di stato di emergenza nazionale era arrivata dal Consiglio dei ministri il 5 novembre 2025, poche settimane dopo le piogge che avevano messo in ginocchio il bacino del Seveso e i territori circostanti. Ora quella misura viene estesa di dodici mesi, con l'obiettivo dichiarato di portare avanti gli interventi di ripristino e di dare continuità alle risposte ai territori.
Cosa cambia per i Comuni
Lo stato di emergenza non è una formula burocratica: è lo strumento che consente alle amministrazioni di muoversi con procedure accelerate, saltando una parte dei passaggi ordinari che allungano i tempi di cantieri e affidamenti. Nei nove Comuni interessati sono già state attivate le procedure per gli interventi urgenti, per il soccorso alla popolazione e per il ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche danneggiate dall'ondata di maltempo.
La proroga significa che quelle corsie preferenziali restano aperte per un altro anno. Un dettaglio tecnico che pesa parecchio, considerando la mole di opere ancora da completare lungo i corsi d'acqua e nelle zone urbane allagate: argini, tombinature, reti fognarie, strade, edifici pubblici.
Il territorio coinvolto è quello che da decenni convive con il rischio idraulico legato al Seveso e ai suoi affluenti. Una fascia che attraversa la Brianza occidentale da nord a sud, dove l'urbanizzazione intensa e l'impermeabilizzazione dei suoli amplificano gli effetti di ogni precipitazione fuori scala.
La posizione della Regione
Sulla decisione è intervenuto Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia, che aveva portato il tema in Consiglio regionale subito dopo l'alluvione, al termine di un confronto con i sindaci e gli amministratori dei Comuni colpiti.
"Una buona notizia per la nostra Brianza, il Governo ha prorogato di un altro anno lo stato di emergenza per i nove Comuni colpiti dal violento maltempo del settembre 2025. Una decisione importante, che permette di proseguire gli interventi e dare risposte concrete ai territori coinvolti", ha commentato Corbetta.
Il consigliere ha però messo l'accento su quello che viene dopo la fase emergenziale: "La proroga è un passo importante, ma ora bisogna proseguire con determinazione nel ripristino dei danni e nella prevenzione del rischio idrogeologico, a partire dalla manutenzione dei corsi d'acqua".
Il nodo della prevenzione
È il punto su cui da mesi insistono amministratori locali e comitati: la manutenzione ordinaria degli alvei, la pulizia dei fossi, il controllo della vegetazione lungo le sponde. Interventi poco spettacolari, che però determinano la capacità di un corso d'acqua di assorbire una piena improvvisa senza esondare.
Gli eventi del settembre 2025 si erano concentrati in pochi giorni, con precipitazioni di intensità eccezionale su un'area già satura. Il risultato era stato una serie di esondazioni e allagamenti che avevano interessato scantinati, piani terra, strade e attività commerciali, con interruzioni dei servizi e danni alle infrastrutture.
"Come Lega continueremo a essere al fianco dei nostri Comuni, perché la sicurezza dei cittadini e del territorio deve venire prima di tutto", ha aggiunto Corbetta.
Dodici mesi per chiudere i cantieri
Il calendario ora è definito: i nove Comuni hanno un anno in più per completare le opere avviate e per programmare quelle ancora in sospeso, utilizzando gli strumenti straordinari previsti dalla normativa sulla protezione civile. Una finestra temporale che le amministrazioni avevano chiesto, viste le difficoltà di chiudere in pochi mesi interventi complessi che toccano reti idriche, viabilità e assetto idrogeologico.
Resta sullo sfondo la questione strutturale, quella che ogni autunno torna puntuale quando le piogge si intensificano: la Brianza occidentale continua a essere un territorio ad alta vulnerabilità idraulica, e gli interventi emergenziali, per quanto necessari, non sostituiscono una programmazione di lungo periodo sulla gestione delle acque.
Per ora il risultato concreto è questo: dodici mesi aggiuntivi di procedure semplificate per Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Seveso e Varedo.
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