A Seregno il presidio silenzioso per Gaza in piazza Concordia
Un'ora di silenzio, cartelli e bandiere palestinesi in centro a Seregno: una quarantina di persone, con punte di cinquanta, oltre le attese di chi ha organizzato. Gli appuntamenti proseguono a settimane alterne con Desio.
Un'ora di silenzio in piazza Concordia, a Seregno: giovedì sera una quarantina di persone, con punte di cinquanta, si sono ritrovate in centro per un presidio dedicato a Gaza. Niente comizi, niente band, nessuno slogan urlato al megafono: soltanto cartelli con frasi e citazioni, bandiere della Palestina e il silenzio come forma di presenza.
L'affluenza è andata oltre le previsioni di chi aveva lanciato l'appuntamento. Non c'è un partito dietro l'iniziativa, e nemmeno un'associazione: si tratta di cittadini che si organizzano tra loro, si danno un orario e si presentano in piazza con quello che hanno preparato a casa.
Come si è svolta la serata
Il presidio è durato sessanta minuti esatti. I partecipanti si sono disposti in piazza tenendo in mano i cartelli, senza interventi dal microfono. Chi passava di lì si è fermato a leggere: qualcuno ha chiesto informazioni su chi fossero e perché fossero lì, altri si sono uniti al gruppo per pochi minuti, il tempo di una sosta prima di riprendere la propria strada.
È una scelta di metodo, quella del silenzio, che gli organizzatori portano avanti da settimane. L'obiettivo dichiarato è tenere accesa l'attenzione sulla situazione a Gaza e sulle condizioni della popolazione civile, senza trasformare l'appuntamento in un palco.
Sui cartelli, le parole ricorrenti riguardano il diritto alla pace e alla vita, il diritto dei bambini a crescere senza bombe, a giocare, ad andare a scuola, ad avere una casa. E il diritto dei popoli a vivere senza guerra. Sono formule volutamente semplici, pensate per essere lette in pochi secondi da chi attraversa la piazza.
Non sono mancate le reazioni contrarie
Nelle settimane precedenti i presidi hanno registrato anche momenti di dissenso e reazioni contrarie da parte di alcuni passanti. Un dato che chi organizza non nasconde e che, anzi, mette in conto: stare in piazza su un tema divisivo significa incrociare anche chi la pensa in modo opposto.
La risposta scelta resta la stessa: nessuna replica al megafono, nessuna contestazione rilanciata. Il presidio continua per l'ora prevista e poi si scioglie. È una modalità che, alla prova dei numeri, sembra aver funzionato: la partecipazione dell'ultimo appuntamento è stata la più alta finora.
Appuntamenti a settimane alterne con Desio
Il calendario dei presidi si muove su due Comuni della Brianza. Una settimana Seregno, la successiva Desio: l'alternanza permette di allargare il raggio e di intercettare persone diverse, in due centri che hanno una loro vita serale e un passaggio costante nelle piazze.
La formula non cambia da una città all'altra. Un'ora, cartelli, bandiere, silenzio. Nessun servizio d'ordine strutturato, nessuna richiesta di adesione formale: chi vuole partecipare arriva, si mette accanto agli altri, e se vuole porta un cartello proprio.
Quello che è successo in piazza Concordia racconta anche qualcosa sul modo in cui certe iniziative nascono oggi in Brianza. Non passano dalle sedi, non hanno un logo, non producono comunicati. Si costruiscono per passaparola, spesso attraverso messaggi tra conoscenti, e si misurano solo la sera stessa, contando quante persone si sono presentate.
Per chi ha organizzato l'appuntamento seregnese, il dato delle cinquanta presenze è il segnale che la formula regge. I prossimi presidi proseguiranno secondo la turnazione già fissata tra le due città.
Segnalaci un errore: info@radiorbs.it
