Pedemontana B2-C, la Provincia chiede i conti alla Regione
Il Consiglio provinciale di Monza e Brianza ha approvato all'unanimità una mozione che chiede a Regione Lombardia un quadro aggiornato su costi, varianti e tempi dei cantieri delle tratte B2 e C.
Il Consiglio provinciale di Monza e Brianza ha approvato all'unanimità una mozione che chiede a Regione Lombardia di mettere nero su bianco a che punto sono i cantieri di Pedemontana sulle tratte B2 e C, quanto stanno costando e quando finiranno davvero. Il testo, depositato il 18 settembre 2026 dal gruppo Brianza Rete Comune con prima firma del consigliere Francesco Facciuto, è arrivato in aula nella seduta del 29 settembre.
Le domande sono puntuali: un quadro aggiornato dello stato dei lavori, gli effetti di eventuali problemi di liquidità, le coperture previste per gli aumenti di costo, l'elenco delle varianti approvate o ancora in valutazione, l'incremento di spesa lotto per lotto e un cronoprogramma che si possa verificare. Le richieste sono indirizzate alla Regione, ad Autostrada Pedemontana Lombarda e a Concessioni Autostradali Lombarde.
Ventisei chilometri che tagliano la Brianza
Le due tratte interessate non sono un dettaglio tecnico: parliamo di oltre 26 chilometri che attraversano il territorio tra Lentate sul Seveso, Cesano Maderno e Usmate Velate. Secondo le lunghezze indicate dal general contractor, la B2 misura circa 9 chilometri e la C circa 16. A costruirle è Webuild in consorzio con Pizzarotti.
La documentazione di FNM aggiornata al 30 giugno 2026 descrive entrambe le tratte in costruzione, con opere civili in avanzamento, bonifiche e cantierizzazione. L'atto aggiuntivo firmato con il Contraente Generale fissa il completamento al 30 novembre 2028, anche se nel dibattito provinciale è circolata una scadenza più lontana, spostata a marzo 2029.
La cifra che ha acceso il dibattito
Al centro della discussione c'è il numero che ha fatto rumore sui giornali nazionali: 22 miliardi di euro tra riserve e varianti. Webuild ha smentito di aver chiesto al Governo extracosti per quella cifra, spiegando che si tratta di somme iscritte nei registri di contabilità dei lavori, obbligazioni contrattuali maturate, crediti per lavori già eseguiti e anticipazioni previste dalla legge.
Resta però il quadro economico della società concessionaria, che nel bilancio 2025 indica il completamento dell'opera come condizione indispensabile per il proprio equilibrio economico-finanziario. Nello stesso anno la Regione ha erogato 65 milioni di euro per il finanziamento e 278 milioni per aumenti di capitale. Il sostegno regionale complessivamente autorizzato per le tratte B2 e C ammonta a 606 milioni: 175 milioni di prestito subordinato soci e 431 milioni di aumento di capitale. Al 31 dicembre 2025 l'azionariato di APL vede la Regione Lombardia al 77,95% e Milano Serravalle-Milano Tangenziali al 22,05%.
Numeri in chiaroscuro
Il 2025 di Autostrada Pedemontana Lombarda si è chiuso con un EBITDA di 21,84 milioni e un risultato ante imposte positivo per 3,06 milioni, ma con una perdita d'esercizio di 1,4 milioni. Nel primo semestre 2026, stando ai dati FNM, i ricavi e altri proventi sono stati 36,2 milioni, il risultato operativo positivo per 13,3 milioni e la perdita netta di 2,2 milioni, contro 1,3 milioni nello stesso periodo del 2025. Il traffico pagante sulla rete è cresciuto del 4,3% rispetto al primo semestre dell'anno precedente, mentre sulle tariffe 2026 il Ministero delle Infrastrutture non ha riconosciuto l'aumento richiesto dalla società, fissando la variazione all'1,50% dal 1° gennaio.
La Corte dei Conti, nella parifica del rendiconto regionale 2025, ha quantificato in 101,1 milioni le perdite complessive di APL e ha rilevato che il Fondo perdite società partecipate della Regione, pari a 56,21 milioni, è riconducibile per circa il 93% a Pedemontana.
Il nodo Milano-Meda
Per chi vive lungo l'asse della Milano-Meda la preoccupazione è un'altra e riguarda il portafoglio quotidiano: la tratta B2 integra l'attuale superstrada nel nuovo sistema autostradale. Gli amministratori locali temono che l'arrivo del pedaggio spinga gli automobilisti a riversarsi sulla viabilità ordinaria, scaricando traffico sui centri abitati già congestionati.
Il tema è esploso anche fuori dalle aule istituzionali, in un incontro pubblico a Lazzate con il senatore Massimiliano Romeo e il presidente della Regione Attilio Fontana. «Se la Milano-Meda diventerà a pagamento è meglio che la Lega qui non si ripresenti più», ha detto l'ex sindaco di Monza Marco Mariani. Ora la palla passa alla Regione: la mozione chiede risposte verificabili, non rassicurazioni.
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