Pedaggio Milano-Meda, la Lega chiede esenzioni per i pendolari
Il capogruppo lombardo del Carroccio Alessandro Corbetta deposita in Consiglio regionale un ordine del giorno per valutare sconti, rimborsi ed esenzioni sulla futura tratta B2 di Pedemontana.
La Lega porta in Consiglio regionale la questione del pedaggio sulla Milano-Meda. Il capogruppo del Carroccio al Pirellone, Alessandro Corbetta, ha depositato un ordine del giorno che chiede alla Giunta di valutare esenzioni selettive dal pedaggio per i pendolari e per chi ogni giorno si sposta tra i Comuni della Brianza lungo quella che diventerà la tratta B2 di Autostrada Pedemontana Lombarda.
Il documento è stato inserito nell'ambito dell'aggiornamento del Programma regionale della mobilità e dei trasporti, lo strumento con cui la Regione fissa le linee di indirizzo sul sistema dei trasporti lombardo. La richiesta è di aprire un confronto con il Comitato per le autonomie locali e con la società concessionaria per esaminare un ventaglio di strumenti possibili: sconti, esenzioni vere e proprie, rimborsi, forme di contribuzione.
Una strada che oggi si percorre gratis
Il nodo è noto a chiunque usi la superstrada. La Milano-Meda non è un'infrastruttura nuova: è una strada che esiste da decenni e che oggi si percorre senza pagare nulla. Con il completamento di Pedemontana diventerà la tratta B2 del sistema autostradale e sarà soggetta a pedaggio. È la differenza sostanziale rispetto agli altri lotti, che corrono invece su tracciati di nuova costruzione dove il pedaggio accompagna un'opera inedita.
Da questa peculiarità nasce la preoccupazione che i sindaci del territorio hanno messo nero su bianco più volte: se percorrere la Milano-Meda costa, una parte del traffico cercherà alternative gratuite. Significa auto e furgoni che si riversano sulle strade comunali e provinciali, attraversamenti dei centri abitati, code dove oggi non ce ne sono, più smog nei paesi. Un effetto che ricadrebbe su amministrazioni che non hanno strumenti per governarlo.
Corbetta ricorda che le scelte sul pedaggiamento della Milano-Meda risalgono a quasi vent'anni fa, in un contesto profondamente diverso da quello attuale. Da qui la richiesta di tornare a ragionarci sopra prima che la tratta entri in funzione.
Un fronte trasversale
Sul tema la Brianza si è mossa da tempo e con schieramenti diversi. Il Partito democratico ha promosso una raccolta firme per mantenere gratuita la Milano-Meda, consegnata poi al governatore Attilio Fontana. Contrari al pedaggio si sono dichiarati anche i comitati anti-Pedemontana, amministratori locali di varie provenienze politiche e il Patto per il Nord.
Le tensioni non hanno risparmiato nemmeno la maggioranza. Poche settimane fa, durante un incontro a Lazzate alla presenza del senatore Massimiliano Romeo e dello stesso Fontana, l'ex sindaco di Monza Marco Mariani ha alzato i toni: «Se la Milano-Meda sarà a pagamento la Lega è meglio che non si presenti più in Brianza».
Sul fronte opposto c'è la posizione della società che gestisce l'opera. Il direttore generale di Autostrada Pedemontana Lombarda, Sabatino Fusco, ha difeso i pedaggi come strumento necessario a recuperare i costi di un'infrastruttura che ha richiesto investimenti ingenti e che deve stare in piedi dal punto di vista economico.
Che cosa succede adesso
L'ordine del giorno non introduce automaticamente alcuna agevolazione. Impegna la Giunta a verificare se e come le esenzioni siano praticabili, un passaggio tutt'altro che scontato: qualsiasi sconto deve risultare compatibile con i termini della concessione, con i piani economico-finanziari dell'opera e con gli investimenti pubblici e privati già messi in campo. Modificare le condizioni di pedaggiamento significa intervenire su equilibri contrattuali costruiti negli anni.
Al momento nessuna esenzione è stata approvata. L'obiettivo dichiarato è arrivare a una soluzione prima che la tratta B2 entri in esercizio, così da non trovarsi davanti al fatto compiuto quando le barriere saranno già operative.
Per i pendolari brianzoli la partita è concreta: la Milano-Meda è l'asse che collega l'area di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago al capoluogo lombardo, e per molti rappresenta il percorso quotidiano casa-lavoro. La differenza tra pagare e non pagare, moltiplicata per duecento giorni l'anno, pesa sul bilancio di migliaia di famiglie. Ed è anche la ragione per cui il tema continua a tornare sul tavolo del Pirellone.
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