Paina, gli studenti cantano contro il bullismo
Il primo giorno di scuola l'istituto comprensivo Don Beretta di Giussano ha presentato «Le parole fanno male», canzone inedita e videoclip realizzati dagli alunni del plesso di Paina.
Il primo giorno del nuovo anno scolastico, nel plesso di Paina dell'istituto comprensivo Don Beretta di Giussano, gli alunni hanno ascoltato per la prima volta una canzone scritta e cantata da loro: si intitola «Le parole fanno male» ed è il risultato del progetto «Alziamo la voce contro il bullismo». Insieme al brano è stato proiettato anche il videoclip che lo accompagna. Entrambi sono ora disponibili online, sul sito dell'istituto e sulla pagina Instagram della scuola.
Non è stata una mattinata come le altre. Al posto delle solite raccomandazioni di inizio settembre, i ragazzi si sono ritrovati davanti a un lavoro nato tra i banchi e portato fino in fondo, con solisti della scuola secondaria e il coro della primaria a dare voce a un testo che parla di rispetto e di quanto possano ferire le parole usate male.
Dal bando regionale al brano inedito
Tutto è cominciato in primavera. La scuola si è aggiudicata un bando regionale legato a un contest di scrittura riservato agli studenti della secondaria di primo grado. Dal concorso è uscito un testo dedicato al rispetto e al contrasto del bullismo e delle discriminazioni: quelle parole, invece di restare su un foglio, sono diventate la base di una canzone originale e inedita e poi di un video.
Il lavoro vero e proprio è proseguito nei mesi estivi, quando le aule erano vuote. Registrazioni, riprese, montaggio: il pacchetto è stato completato in tempo per essere svelato il giorno del rientro, con l'effetto sorpresa che ne è conseguito.
Dietro al progetto ci sono due professionisti. Dipierro ha curato la direzione artistica e il project management, seguendo anche il vocal coaching: da una parte i solisti della secondaria, dall'altra il coro della primaria, due gruppi con età ed esigenze molto diverse. Ferro ha firmato l'inno inedito, l'arrangiamento orchestrale e il sound design, occupandosi poi di mix e mastering.
Per molti alunni la prima volta davanti a un microfono
Per la maggior parte dei ragazzi coinvolti si è trattato della prima esperienza artistica di questo tipo. Entrare in sala di registrazione, imparare a gestire la voce, ripetere una strofa finché non funziona: un lavoro che ha poco a che vedere con il cantare in classe e molto con la disciplina di un progetto professionale.
Il tema, del resto, tocca da vicino la vita quotidiana di una scuola media. Il bullismo raramente passa dai pugni: molto più spesso viaggia attraverso soprannomi, battute ripetute, messaggi in chat. Il titolo scelto dai ragazzi, «Le parole fanno male», va esattamente in quella direzione, senza bisogno di spiegazioni aggiuntive.
La scelta di presentare il brano proprio il primo giorno di scuola non è casuale. È il momento in cui si formano i gruppi, in cui arrivano i nuovi arrivati dalla primaria, in cui si ridefiniscono gli equilibri tra compagni di classe. Partire da un messaggio condiviso da tutto il plesso significa mettere un punto fermo prima che le dinamiche si consolidino.
La dirigente: «La musica ha un alto valore educativo»
La dirigente scolastica Anna Maria Carolina Ballarino ha spiegato il senso dell'operazione: «La musica ha un alto valore educativo. Con questo progetto abbiamo voluto mettere questo valore al servizio dell'intera comunità scolastica».
Un bilancio positivo, nelle parole della dirigente, anche per la risposta di alunni e insegnanti: «Siamo particolarmente fieri di come i nostri alunni abbiano risposto con entusiasmo e di come si siano messi in gioco; ancora una volta ho ammirato l'entusiasmo e la tenacia dei docenti che si sono fatti carico del progetto».
L'esperienza non resterà isolata. L'istituto ha già fatto sapere di voler proseguire con progetti artistico-musicali anche negli anni successivi, seguendo la strada aperta da questo primo lavoro.
Il brano si può ascoltare online
Chi vuole sentire il risultato può farlo senza spostarsi da casa: la canzone e il videoclip sono pubblicati sul sito dell'istituto comprensivo e sulla pagina Instagram della scuola. Una scelta che permette al messaggio di uscire dai confini del plesso di Paina e di arrivare alle famiglie, agli amici e a chiunque, in Brianza, abbia voglia di ascoltare cosa hanno da dire dei ragazzi delle medie sul tema del rispetto.
È anche il modo più semplice per dare continuità a un lavoro durato mesi: un brano che resta, che si può riascoltare a distanza di tempo e che i ragazzi potranno rivendicare come proprio anche quando avranno cambiato scuola.
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