Muggiò chiude la partita ex Magic Movie con 265mila euro
Il Comune di Muggiò ha approvato un accordo bonario da 265.100 euro con le imprese che hanno demolito l'ex Magic Movie: le ditte ne chiedevano oltre 812mila, così si evita la causa.
Il Comune di Muggiò mette la parola fine alla vertenza economica con le imprese che hanno demolito l'ex Magic Movie: la giunta ha approvato il 20 agosto un accordo bonario da 265.100 euro. Una cifra molto lontana dagli oltre 812mila euro che le ditte avevano messo nero su bianco nelle loro riserve, e che chiude senza passare dal tribunale una partita rimasta aperta per mesi.
A occuparsi dell'abbattimento della struttura erano state Aseco e TopTaglio, che avevano ricevuto l'incarico nel 2023 nell'ambito di un appalto del valore complessivo di 2.366.079,67 euro. Un cantiere pesante, di quelli che lasciano il segno nel paesaggio urbano, e che alla fine ha prodotto anche il consueto strascico di conti da regolare.
Le riserve delle imprese e la posizione del direttore dei lavori
Il nodo riguarda due aspetti. Da una parte il materiale metallico recuperabile dalle demolizioni, risultato inferiore a quanto stimato nelle previsioni progettuali: un dettaglio tecnico che pesa parecchio sui bilanci di chi smantella un edificio, perché il ferro recuperato è di fatto parte del guadagno. Dall'altra gli effetti di una sospensione parziale dei lavori, con i costi che ne derivano per l'organizzazione del cantiere.
Gli atti comunali parlano di "presunti maggiori oneri derivanti dalla minore quantità di materiale metallico recuperabile rispetto alle previsioni progettuali e dagli effetti della sospensione parziale dei lavori". Su queste basi le imprese avevano quantificato la loro pretesa in 812.749,96 euro.
Il direttore dei lavori, però, aveva respinto le riserve con le proprie controdeduzioni, comprese quelle iscritte sul conto finale. Una posizione netta, che tecnicamente non riconosceva le richieste dell'appaltatore e che avrebbe potuto spingere la vicenda verso le aule giudiziarie, con tempi lunghi e spese legali per entrambe le parti.
Il parere legale e la scelta dell'accordo
Le demolizioni si sono in realtà chiuse sul campo a novembre 2024, mentre la certificazione formale da parte del Comune è arrivata a marzo. Da lì è partita la fase più delicata, quella della definizione dei conti.
A giugno il responsabile unico del procedimento si è avvalso dello studio legale Merani amministrativisti per valutare la strada dell'accordo bonario. Il parere è stato favorevole "in ordine alla sussistenza dei presupposti giuridici, di convenienza economica e di tutela dell'interesse pubblico necessari per addivenire alla definizione bonaria della controversia". Tradotto: meglio chiudere subito con una cifra ridotta a circa un terzo della richiesta iniziale, piuttosto che affrontare un contenzioso dall'esito incerto.
Il 20 agosto la giunta ha recepito quell'indicazione con la delibera che approva l'intesa. I 265.100 euro riconosciuti alle imprese rappresentano poco più dell'11 per cento del valore complessivo dell'appalto e chiudono definitivamente ogni pretesa sulle lavorazioni.
Venticinque anni di storia, dal cantiere del 2001 alle ruspe
Con questo atto amministrativo si archivia anche, sul piano contabile, una delle vicende più lunghe e discusse di Muggiò. La costruzione del Magic Movie era stata avviata nel 2001: un quarto di secolo fa. Il complesso, pensato come polo per il tempo libero, non ha mai avuto la vita che i progetti iniziali gli avevano immaginato ed è rimasto per anni un edificio incompiuto nel tessuto della città, con tutto il carico di polemiche, ricorsi e discussioni pubbliche che una struttura ferma porta con sé.
Le ruspe sono arrivate soltanto negli ultimi anni, con l'appalto affidato nel 2023 e il cantiere concluso nel 2025. Venticinque anni esatti dall'apertura del primo cantiere all'ultimo carico di macerie portato via: un arco di tempo che dice molto su quanto possano essere lente le vicende urbanistiche quando un'opera si arena.
Cosa resta ora
Chiusa la partita economica con le imprese, per l'amministrazione si apre la fase successiva: quella di decidere cosa fare dell'area liberata. Un'area centrale nella geografia comunale, che per venticinque anni è stata occupata da un edificio mai davvero entrato nella vita della città e che ora torna disponibile.
L'accordo bonario, in ogni caso, evita al Comune il rischio di un giudizio che avrebbe potuto protrarsi per anni e con esiti non prevedibili, oltre al peso delle spese di difesa. Una soluzione pragmatica per una vicenda che, tra costruzione e abbattimento, ha accompagnato Muggiò per un quarto di secolo.
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