Metrotranvia Milano-Seregno, istanza congiunta al MEF
Città metropolitana di Milano, Comuni, Provincia di Monza e Brianza e Regione Lombardia hanno deciso di firmare insieme la richiesta di economie al Ministero dell'Economia per coprire gli extra costi dell'opera.
Una firma sola, messa in calce dallo stesso documento da Città metropolitana di Milano, Comuni attraversati dal tracciato, Provincia di Monza e Brianza e Regione Lombardia. È questo l'esito dell'incontro dedicato all'avanzamento del progetto della metrotranvia Milano-Seregno, il collegamento su ferro che da anni attende di vedere la luce e che negli ultimi mesi si è arenato sul nodo più spinoso: i costi cresciuti rispetto alle previsioni iniziali.
Al tavolo si sono seduti i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti per fare il punto sui passaggi ancora aperti e, soprattutto, per definire le prossime mosse operative. Il percorso individuato è quello della richiesta di economie da presentare al Ministero dell'Economia e delle Finanze, lo strumento con cui si punta a reperire le risorse necessarie a coprire gli extra costi dell'opera.
Il nodo dei costi e la risposta del Ministero
Il dossier metrotranvia si muove da tempo su due binari paralleli. Da un lato il contratto aggiuntivo, che è ancora in fase di definizione per alcuni aspetti e che rappresenta il passaggio amministrativo necessario per far ripartire il cantiere. Dall'altro la questione delle risorse: i rincari registrati negli ultimi anni hanno fatto lievitare il quadro economico del progetto, aprendo un buco che nessuno degli enti locali può colmare da solo.
Nel frattempo è arrivata la risposta del Ministero delle Infrastrutture, tassello che consente di procedere con la pratica. Gli uffici di Città metropolitana, insieme alla Direzione Lavori e al Responsabile Unico del Procedimento, stanno ora lavorando alla relazione tecnica che accompagnerà l'istanza indirizzata al MEF. È il documento che dovrà dimostrare, numeri alla mano, l'entità degli extra costi e la necessità di attingere alle economie disponibili.
La scelta del fronte comune
La novità emersa dalla riunione riguarda il metodo. La richiesta non partirà da un solo ente, ma porterà la firma congiunta di Città metropolitana, Comuni, Regione Lombardia e Provincia di Monza e Brianza. Una scelta che ha un valore politico oltre che procedurale: davanti al Ministero si presenterà un territorio compatto, dalla città capoluogo fino ai municipi brianzoli attraversati dal tracciato.
"L'incontro di oggi conferma la volontà di tutti i soggetti coinvolti di procedere con concretezza e unità di intenti", ha spiegato Daniela Caputo, consigliera delegata alla mobilità di Città metropolitana di Milano.
È stata la stessa Caputo a chiedere agli uffici gli elementi tecnici necessari e a rivolgere l'invito agli altri enti. "Ho chiesto gli elementi tecnici necessari per formalizzare la richiesta di economie al Ministero dell'Economia e Finanze ed invitato Comuni, Regione e Provincia a sottoscrivere insieme il percorso, che hanno accolto individuandolo come obiettivo prioritario", ha dichiarato. E ha aggiunto: "Solo con un fronte comune potremo accelerare la realizzazione di un'opera strategica per la mobilità dell'area metropolitana".
Cosa succede adesso
I prossimi passaggi sono scanditi da una sequenza precisa. Prima la relazione tecnica, in preparazione negli uffici di Città metropolitana con il contributo della Direzione Lavori e del RUP. Poi la raccolta delle sottoscrizioni degli enti, che hanno già manifestato la disponibilità a firmare indicando l'operazione come obiettivo prioritario. Infine l'invio formale dell'istanza al Ministero dell'Economia.
Parallelamente proseguirà la messa a punto del contratto aggiuntivo, sul quale restano alcuni aspetti da chiudere. I due percorsi sono destinati a incrociarsi: senza copertura degli extra costi difficilmente il quadro contrattuale può essere definito in via definitiva.
Per la Brianza la posta in gioco è concreta. La linea, pensata per collegare Milano a Seregno attraversando diversi comuni dell'area, rappresenta uno dei pochi interventi di trasporto su ferro di scala metropolitana rimasti in agenda. Il suo completamento inciderebbe sugli spostamenti quotidiani di chi ogni mattina si muove lungo l'asse nord di Milano, oggi affidato in larga parte alla strada e a un sistema ferroviario già sotto pressione.
L'incontro non ha prodotto date né scadenze pubbliche per l'apertura dei cantieri. Ha però fissato un punto: la richiesta al MEF sarà uno sforzo collettivo e non la mossa isolata di un singolo ente. Il resto dipenderà dalla risposta che arriverà da Roma.
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