M5 a Monza, gara rinviata al 6 novembre 2026
Slitta ancora il termine per le offerte sull'appalto da 1,1 miliardi del prolungamento della metropolitana: l'aggiudicazione resta fissata entro il 31 dicembre 2026.
Il termine per presentare le offerte sull'appalto principale del prolungamento della linea M5 da Milano a Monza slitta al 6 novembre 2026, alle ore 14. È il secondo rinvio: la scadenza iniziale era fissata al 15 settembre, poi spostata al 15 ottobre. A motivare lo slittamento sono la complessità dell'appalto, la volontà di garantire la massima partecipazione e la necessità di lasciare alle imprese il tempo di costruire offerte qualificate.
Nonostante lo spostamento, il calendario a valle non cambia: il termine per l'aggiudicazione resta il 31 dicembre 2026. Un dettaglio non secondario, perché su quella data si regge l'intera tabella di marcia dell'opera.
Un appalto da oltre un miliardo
Il bando internazionale per la progettazione esecutiva e la realizzazione è stato pubblicato il 25 giugno. Il valore dell'appalto è di 1.123.476.428,89 euro, con una durata contrattuale di 2.646 giorni, vale a dire circa 87 mesi: oltre sette anni di cantieri, progettazione compresa.
Il progetto complessivo vale 1.884.990.000 euro. La copertura finanziaria è stata completata con il Decreto interministeriale 124 del 5 giugno, che ha stanziato circa 570 milioni aggiuntivi, chiudendo il quadro economico dell'intervento.
Sul territorio il prolungamento si traduce in 11 nuove fermate, sette delle quali in territorio monzese, e in un nuovo deposito della M5 al Casignolo, a Monza.
I numeri della valutazione ambientale
Intanto l'associazione Hq Monza ha rilanciato le stime contenute nella valutazione di impatto ambientale dell'opera, numeri che aiutano a capire cosa cambierebbe nella vita quotidiana di chi si muove tra Monza e Milano.
La VIA calcola 30mila automobili in meno sulle strade ogni giorno feriale, per un totale di 25 milioni di spostamenti in auto evitati nell'arco di un anno. Sul fronte delle emissioni, la riduzione stimata è di circa 20mila tonnellate di anidride carbonica all'anno.
Non solo CO2: le stime indicano oltre 8 tonnellate in meno all'anno di polveri sottili, PM10 e PM2,5, e una possibile riduzione del 30% degli ossidi di azoto. Due famiglie di inquinanti che in Brianza, soprattutto nei mesi invernali, pesano sui valori delle centraline e sulle ordinanze antismog.
Il paragone con la foresta
Per rendere comprensibile quel dato sulla CO2, Hq Monza ha costruito un paragone basato su uno studio dell'Ibimet-Cnr: le 20mila tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno equivarrebbero all'assorbimento di circa un milione di alberi adulti.
Calcolando una densità di circa 150 alberi per ettaro, si tratterebbe di una foresta di circa 64 chilometri quadrati. Per capirci: oltre nove volte il Parco di Monza, che ne misura 7,1, e all'incirca il doppio della superficie dell'intera città.
L'associazione ha però messo le mani avanti sul rischio di una lettura semplificata del confronto. «Non significa che Monza non abbia bisogno di nuovo verde nei quartieri», hanno precisato da Hq Monza: il paragone serve a dare la misura dell'impatto della metropolitana, non a sostituire gli interventi di forestazione urbana nei rioni.
Cosa succede adesso
Il quadro, oggi, è questo: finanziamento completo, progetto definito nelle sue 11 fermate e nel deposito al Casignolo, bando pubblicato e una gara che continua a spostare in avanti il momento della raccolta delle offerte. Novembre 2026 è il nuovo appuntamento, con l'aggiudicazione attesa entro la fine dello stesso anno.
Da lì in poi partirebbe il conto alla rovescia dei 2.646 giorni previsti dal contratto, tra progettazione esecutiva e realizzazione. Un orizzonte lungo, che riporta la consegna dell'opera ben oltre il 2030 e che rende ogni slittamento della procedura un dato da seguire con attenzione, perché sposta a catena tutto quello che viene dopo.
Per i pendolari brianzoli, intanto, i numeri della VIA restano una promessa sulla carta: 30mila auto in meno al giorno sono un pezzo consistente del traffico che ogni mattina si incolonna verso Milano lungo la viabilità monzese. Quanto di quella previsione si tradurrà in realtà dipenderà da quando i cantieri apriranno davvero.
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