Un libro sui 150 anni di binari tra Milano e Monza
Presentato nella Saletta Reale della stazione di Monza il volume curato da Ettore Radice e Giada Turato: dal tram del 1876 al progetto di prolungamento della metropolitana M5.
Dal primo tram a vapore del 1876 al cantiere mai aperto della M5: la storia dei collegamenti tra Milano e Monza è diventata un libro, presentato giovedì 22 ottobre nella Saletta Reale della stazione di Monza.
Il volume si intitola "Milano Monza tra Storia e Futuro. 150 anni di binari, dal Tramway alla Metropolitana" ed è curato da Ettore Radice e Giada Turato, con il sostegno economico di BCC Brianza e Laghi. A ospitare l'incontro è stato uno degli spazi più suggestivi e meno accessibili dello scalo monzese, concesso da Oreste Orvitti, responsabile dei poli museali della Fondazione FS, che ha aperto i lavori.
Dalle carrozze a cavalli all'elettrificazione
La prima parte del libro, curata da Radice con le ricerche del Gruppo Storico ATM, ricostruisce la vicenda della prima tranvia interurbana Milano-Monza, inaugurata nel luglio del 1876. Un racconto che parte dagli omnibus e dalle carrozze a cavalli, attraversa la stagione dell'elettrificazione e arriva alla dismissione negli anni Sessanta del Novecento.
Nelle pagine compaiono anche i viaggiatori illustri che su quei binari si sono spostati, da Giacomo Puccini a Giosuè Carducci. Un dettaglio che restituisce il peso che quella linea ebbe nella vita quotidiana e culturale del territorio.
"Il tram è stata una vera e propria rivoluzione sia per il settore dei trasporti che per la società", ha spiegato Radice durante la presentazione.
La seconda parte guarda avanti
La seconda sezione del volume cambia prospettiva e si occupa dell'evoluzione amministrativa dei trasporti locali e delle prospettive infrastrutturali. Qui trovano spazio i contributi di tre ex sindaci di Monza: Rosella Panzeri, Marco Mariani e Roberto Colombo. All'incontro erano presenti anche gli ex assessori comunali Pierfranco Maffé e Alfonso Di Lio.
L'introduzione del libro porta la firma di Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, anche lui presente in Saletta Reale. La conferenza stampa è stata moderata dall'avvocato Antonio Marchianò.
A prendere la parola è stato anche Antonio Lamiranda, assessore alla Mobilità di Sesto San Giovanni, che ha richiamato la posizione strategica della sua città, collocata esattamente a metà strada lungo l'asse tra Milano e Monza. Un passaggio obbligato per qualsiasi ragionamento sul futuro della linea.
Il filo rosso: il prolungamento della M5
Il tema che tiene insieme le due anime del libro è il progetto di prolungamento della metropolitana M5 da Milano fino a Monza, opera attesa da anni e tornata al centro del dibattito regionale.
"Guardare indietro, tuttavia, serve a tracciare la rotta per il futuro: questo storico collegamento non deve fermarsi, ma deve andare avanti con forza attraverso il progetto del prolungamento della metropolitana M5 fino a Monza", ha detto Giada Turato, presidente di Connetti Monza e Brianza e curatrice del volume insieme a Radice.
L'associazione da tempo lavora sui temi della mobilità tra il capoluogo lombardo e la Brianza, e il libro nasce proprio come strumento per tenere accesa l'attenzione su un'infrastruttura che cambierebbe gli spostamenti quotidiani di decine di migliaia di persone.
Il prossimo appuntamento in Arengario
La presentazione in stazione non è l'unica occasione per avvicinarsi al volume. Domenica 25 ottobre alle 11, in piazza dell'Arengario a Monza, è in programma l'Aperilibro organizzato da Connetti Monza e Brianza: un secondo incontro, nel cuore della città, con autori diversi rispetto a quelli intervenuti in Saletta Reale. L'appuntamento è gratuito e aperto a tutti.
Per informazioni e prenotazioni è attivo il numero 349 8909778. Il libro può essere ordinato direttamente sul sito di Connetti Monza e Brianza.
Centocinquant'anni dopo quella prima corsa del luglio 1876, il collegamento tra Milano e Monza resta una questione aperta. Il volume prova a raccontarlo mettendo in fila ciò che è stato e ciò che, secondo i curatori, dovrebbe ancora essere costruito.
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