Giochi Preziosi ai cinesi: Preziosi esce, 410 milioni di debiti
Depositato al Tribunale di Milano il piano di ristrutturazione del debito dell'azienda di Cogliate: il controllo passa al gruppo cinese Super-Hisen, resta aperta la vertenza per 300 dipendenti dei punti vendita.
Il piano di ristrutturazione del debito di Giochi Preziosi è stato depositato al Tribunale di Milano. Dentro c'è la svolta che si aspettava da mesi: l'uscita del fondatore Enrico Preziosi dalla società di Cogliate e il passaggio del controllo al gruppo cinese Super-Hisen. Ora la parola tocca ai giudici, che dovranno valutare il documento.
È il capitolo decisivo di una vicenda che tiene in sospeso da tempo uno dei marchi più conosciuti nati in Brianza. Le voci su un ingresso cinese circolavano da mesi tra fornitori, sindacati e lavoratori: adesso l'operazione ha una forma scritta e un tribunale che deve pronunciarsi.
Chi entra e quanto pesa il debito
Accanto a Super-Hisen, nell'azionariato è attesa anche Fbh, società milanese riconducibile alla famiglia Bertola, pronta a immettere circa 10 milioni di euro destinati agli investimenti. Una cifra che serve a far ripartire la macchina, più che a coprire i buchi del passato.
Perché i numeri del passato sono pesanti: a fine 2025 i debiti complessivi del gruppo ammontano a 410 milioni di euro. È la montagna che il piano depositato a Milano prova a rendere sostenibile, spalmando e rinegoziando le posizioni con i creditori.
L'ingresso dei cinesi, del resto, non è incondizionato: è subordinato alla ristrutturazione aziendale. Tradotto, il nuovo socio di controllo mette i piedi dentro soltanto se il riassetto va in porto secondo i termini previsti. Da qui l'importanza del passaggio in tribunale, che non è una formalità burocratica ma il vero snodo dell'intera operazione.
I 300 dei punti vendita
Sul fronte del lavoro la partita resta aperta. C'è una vertenza che riguarda 300 dipendenti dei punti vendita, dopo mesi in cui la rete di distribuzione ha conosciuto chiusure e interruzioni di rapporti di lavoro. Sono le persone che hanno visto da vicino, dietro i banconi e negli scaffali dei negozi, quello che nei bilanci compare come voce di costo.
Per loro il piano depositato a Milano è una risposta a metà: indica chi comanderà l'azienda e con quali capitali, ma non chiude la questione occupazionale, che resta sul tavolo del confronto sindacale. Il rilancio industriale e la tenuta dei posti di lavoro sono due binari che nei prossimi mesi dovranno incrociarsi.
Giochi Preziosi è un pezzo della storia economica del territorio: la sede di Cogliate è da anni un riferimento per l'indotto della zona, tra logistica, fornitori e servizi. Un cambio di proprietà di questa portata si sente ben oltre i cancelli dell'azienda.
Electrolux, a Solaro il 70% dei contratti non rinnovati
Pochi chilometri più in là, oltre il confine provinciale, un'altra vertenza industriale tiene banco. Allo stabilimento Electrolux di Solaro la situazione occupazionale è critica: il 70% dei contratti a termine non è stato rinnovato, e per i lavoratori rimasti è previsto un aumento dei ritmi di lavoro.
È il seguito di una primavera segnata dalle manifestazioni di protesta e dall'annuncio di migliaia di esuberi in Italia. Da allora l'attesa è per il nuovo piano nazionale del gruppo, che dovrà chiarire quale ruolo avrà lo stabilimento di Solaro nella geografia produttiva dell'azienda.
I due casi, Cogliate e Solaro, raccontano la stessa cosa da due angolature diverse: un tessuto manifatturiero e commerciale che nel nord Milano e in Brianza continua a produrre e a dare lavoro, ma che deve fare i conti con proprietà internazionali, ristrutturazioni finanziarie e consumi in movimento.
Cosa succede adesso
Per Giochi Preziosi il calendario è dettato dal tribunale. Se il piano ottiene il via libera, scattano il riassetto societario, l'ingresso di Super-Hisen nel controllo e l'apporto di Fbh con i suoi 10 milioni per gli investimenti. Se invece arrivano rilievi, il percorso si allunga e la partita si riapre.
Nel frattempo resta da sciogliere il nodo dei 300 lavoratori dei negozi, che aspettano di capire quale sarà il perimetro della rete commerciale sotto la nuova proprietà. Per Electrolux, l'appuntamento è con il piano nazionale: da lì dipenderà il futuro di Solaro e dei suoi addetti.
Due fascicoli aperti, due territori vicini, la stessa domanda di fondo: quanto lavoro resterà, e con quali regole. La risposta, in entrambi i casi, arriverà nelle prossime settimane.
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