Funghi in Brianza, quattro boschi da battere nel weekend
Dal Bosco del Chignolo a Montevecchia, quattro itinerari brianzoli per la raccolta dei funghi nel fine settimana del 17 e 18 ottobre, con le regole da rispettare e i controlli gratuiti dell'ATS.
Cestino rigido, scarponi e un po' di pazienza: il fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026 è quello giusto per cercare funghi nei boschi della Brianza. Quattro le aree che meglio si prestano a una gita di mezza giornata: il Bosco del Chignolo a Triuggio, il Bosco della Gagiada a Briosco, la Brughiera Briantea nel Parco delle Groane e il Parco di Montevecchia e Valle del Curone.
Valle del Lambro: Chignolo e Gagiada
I primi due rientrano nel Parco regionale della Valle del Lambro, dove farnie, roveri, castagneti e aree umide creano il mosaico ideale per la crescita dei funghi. Per il Bosco del Chignolo il punto di riferimento è via Diaz a Triuggio: da qui si innesta l'anello ufficiale Agliate-Chignolo-Triuggio, 12,8 chilometri percorribili a piedi o in bicicletta, con tratti pianeggianti alternati a discese verso il fiume.
Per la Gagiada, invece, conviene lasciare l'auto al centro sportivo di via Ferdinando Magellano a Briosco. Da lì partono i sentieri che si infilano nel bosco, un'area più raccolta e meno frequentata rispetto al Chignolo, adatta anche a chi ha poco tempo e vuole una camminata breve.
Groane e Brughiera Briantea, il percorso lungo
Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea si estende tra la provincia di Monza e Brianza, il Milanese e il Comasco: è l'area più vasta tra quelle elencate e anche la più varia dal punto di vista botanico. Castagni, faggi e betulle accompagnano i sentieri, e proprio la ricchezza micologica è stata al centro di un approfondimento pubblicato dal Parco il 10 settembre 2026, corredato dalla fotografia di un esemplare di Leccinum avvistato nei pressi del laghetto della Polveriera.
Chi vuole affrontare l'itinerario più impegnativo può partire dalla stazione di Camnago-Lentate in direzione Inchigollo: 19,2 chilometri, circa sei ore e mezza di cammino. Una giornata intera, insomma, da programmare con scorta d'acqua e orari alla mano. Attenzione però ai divieti: nelle Groane la raccolta è vietata nelle zone umide, nelle aree di rimboschimento, sulle scarpate e dove la vegetazione è molto fitta.
Montevecchia, undici sentieri e fango assicurato
Il Parco di Montevecchia e Valle del Curone mette a disposizione una rete di undici sentieri ufficiali. Il consiglio è di partire da Lomaniga, frazione di Missaglia, e imboccare il sentiero numero 8, che alterna bosco, vigneti e i caratteristici terrazzamenti. In autunno, dopo le piogge, i tracciati possono risultare parecchio fangosi: calzature adeguate non sono un dettaglio.
Le regole: tre chili al giorno e solo a mano
La raccolta in Lombardia è disciplinata dalla legge regionale 31/2008. Le indicazioni regionali aggiornate al 16 marzo 2026 confermano che l'attività è generalmente gratuita, ma enti parco e Comunità montane possono richiedere un contributo: conviene verificare prima di mettersi in cammino.
Il limite è di tre chili di funghi al giorno a persona, con eccezioni previste per il genere Armillaria, i chiodini. Si può raccogliere soltanto dall'alba al tramonto e solo a mano, salvo le eccezioni stabilite dalla legge. I contenitori devono essere rigidi e aerati, così da permettere alle spore di disperdersi lungo il percorso: il sacchetto di plastica, oltre che vietato, danneggia il bosco. È proibito smuovere o asportare humus e terriccio, raccogliere funghi ormai decomposti e prelevare gli ovuli chiusi di Amanita caesarea.
Il controllo gratuito dell'ATS
Prima di portare in tavola il raccolto, l'ATS Brianza mette a disposizione un servizio gratuito di controllo della commestibilità per i funghi destinati al consumo personale. L'accesso è su appuntamento telefonico.
A Monza lo sportello si trova in via De Amicis 17, al secondo piano: i numeri sono 039 2384640 e 039 2384767. A Desio la sede è in via Novara 3, telefono 0362 304885. A Usmate Velate ci si rivolge al Centro Polivalente di via Roma 85, ai numeri 039 6288028 e 039 6288029.
Un'avvertenza che gli ispettori micologici ripetono ogni stagione: va portato in visione tutto il raccolto, non soltanto qualche esemplare scelto a campione. Basta un singolo fungo tossico finito nel cesto per compromettere l'intero piatto. E no, la fotografia inviata su una chat o il confronto con le immagini trovate online non sostituiscono il controllo diretto: specie simili si distinguono per dettagli che solo l'osservazione dal vivo permette di cogliere.
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