Concorezzo, 300 neopensionati al debutto di Attiva-Mente
Oltre 300 persone tra i 65 e i 70 anni hanno risposto all'invito del Comune: 21 associazioni in Sala di Rappresentanza per proporre volontariato, corsi, benessere e il Gruppo di Cammino.
Oltre trecento neopensionati hanno riempito giovedì 1 ottobre la Sala di Rappresentanza del Comune di Concorezzo per il primo incontro di "Attiva-Mente – Neopensionati, nuove opportunità", il progetto pilota rivolto a chi ha appena lasciato il lavoro. Ad attenderli c'erano 21 associazioni del territorio, con le loro proposte in mano.
L'amministrazione aveva spedito una lettera a circa 1.200 residenti di età compresa tra i 65 e i 70 anni. Ha risposto all'appello circa un quarto degli invitati: un dato che, per una sperimentazione mai tentata prima, ha superato le attese di chi l'aveva organizzata.
Una lettera a milleduecento persone
L'idea non è nata a tavolino. Negli anni, agli sportelli comunali, erano arrivate sempre più richieste da parte di chi, uscito dal mondo del lavoro, si trovava con molto tempo libero e poche indicazioni su come impiegarlo. Da qui la decisione di provare a mettere in contatto diretto i nuovi pensionati e il tessuto associativo di Concorezzo, senza passare da bandi o iscrizioni.
«Una fase nella quale scegliere come utilizzare il proprio tempo», l'ha definita Laura Della Bosca, vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali e alle Pari Opportunità, che ha seguito il progetto fin dalla sua ideazione. Il punto di partenza è ribaltare lo stereotipo dell'"umarell", il pensionato che osserva i cantieri con le mani dietro la schiena: a Concorezzo il tema è tornato più volte nelle conversazioni della serata, quasi sempre con un sorriso e con la voglia di smentirlo.
Volontariato, corsi, benessere e Gruppo di Cammino
Le proposte messe sul tavolo dalle associazioni coprono ambiti molto diversi. C'è il volontariato, nelle sue varie forme, dall'assistenza alle persone fragili al supporto scolastico. Ci sono i corsi per il tempo libero, le attività dedicate al benessere fisico e il Gruppo di Cammino, che continua a essere una delle formule più semplici e più frequentate per tenersi in movimento e vedere gente.
La giornata si è chiusa con un aperitivo, scelta tutt'altro che decorativa: serviva a far parlare tra loro persone che spesso abitano nelle stesse vie senza essersi mai incontrate, e a permettere ai referenti delle associazioni di raccogliere nomi e numeri di telefono sul posto.
Le storie di chi c'era
I volti dietro i numeri raccontano bene cosa significhi questa fase. Laura Recagni, 66 anni, ha lavorato nell'ufficio commerciale di un gruppo alimentare e oggi dedica il sabato pomeriggio all'aiuto compiti per bambini stranieri. Carmen Duca, 67 anni, insegnante in pensione, pratica plogging: corre e raccoglie rifiuti, con un gruppo che si organizza via WhatsApp.
Giancarlo Pozzi, 65 anni, è in pensione da gennaio e all'incontro è arrivato con una proposta sua: mettere in piedi un gruppo per la cura del verde e la pulizia dei marciapiedi. Marco Ferrando, 68 anni, ex operaio, fa parte della compagnia teatrale "La memoria della parte", che porterà in scena lo spettacolo "Matti da slegare" il 6 novembre. Federico Sangalli, 69 anni, ex bancario trasferito da poco a Concorezzo, sta invece valutando di dare una mano al Pedibus, l'accompagnamento a piedi dei bambini verso la scuola.
Sono testimonianze raccolte anche dall'edizione online del Corriere della Sera, che si è occupata dell'esperimento concorezzese.
Un paese che cresce
Il contesto demografico aiuta a capire perché il Comune abbia deciso di muoversi adesso. Nel 2023 Concorezzo ha superato per la prima volta nella sua storia i 16mila residenti, arrivando a quota 16.029 abitanti. Una comunità che cresce e che, come tutta la Brianza, invecchia: la fascia dei neopensionati rappresenta una risorsa consistente, spesso in buona salute, con competenze professionali ancora spendibili e disponibilità di tempo.
Trecento persone presenti su milleduecento contattate significa che una parte importante di quella fascia d'età sta cercando qualcosa da fare, e che finora mancava semplicemente un luogo dove incontrare chi quelle attività le organizza. Le associazioni, dal canto loro, hanno un problema speculare: ricambio generazionale e volontari da reclutare.
Il progetto resta per ora una sperimentazione. L'amministrazione valuterà nelle prossime settimane quante persone si sono effettivamente avvicinate alle realtà incontrate in Sala di Rappresentanza e se replicare la formula, magari estendendola ad altre fasce d'età o rendendola un appuntamento fisso per chi va in pensione ogni anno. Il modello, se funziona, è facilmente esportabile negli altri comuni della provincia, dove il nodo di come impiegare il tempo dopo il lavoro è esattamente lo stesso.
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