Cascina Costa Alta, proroga di 36 mesi alla coop Meta
Il Comune di Monza allunga di tre anni la concessione della cascina nel Parco alla cooperativa Meta: serve tempo per decidere il futuro dell'edificio prima del bando pubblico.
Tre anni in più alla cooperativa Meta per continuare a gestire Cascina Costa Alta, dentro il Parco di Monza. Il Comune ha firmato una proroga di trentasei mesi della concessione dell'immobile, con una motivazione dichiarata molto concreta: serve tempo per progettare il futuro dell'edificio.
La cascina, che ospita anche un ostello gestito dalla stessa cooperativa, è in mano a Meta dal 2011. Da allora la storia della concessione è stata una successione di passaggi e rinvii, l'ultimo dei quali arriva ora a mettere una data più lontana sul calendario.
Una concessione che si allunga da anni
Il primo capitolo risale al 2011, quando la cooperativa prende in carico l'immobile. Nel 2014 arriva una prima proroga, anticipata rispetto alla scadenza naturale e accompagnata da un aumento del canone. La concessione così rinnovata è poi giunta a termine a maggio 2025, senza che nel frattempo si fosse arrivati a una soluzione definitiva sull'assetto della cascina.
Da lì il rinvio al 31 gennaio 2027, già deciso in precedenza. Ora il Comune allunga ulteriormente il periodo di trentasei mesi, sempre con la stessa cooperativa alla guida dell'immobile e delle attività che vi si svolgono.
Il nodo mai sciolto: Comune o Consorzio?
Dietro questa sequenza di proroghe c'è un'anomalia che dura da parecchio. Quando nacque il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Cascina Costa Alta avrebbe dovuto passare sotto la sua gestione insieme al resto del patrimonio dell'area. Non accadde: l'edificio restò in capo al Comune di Monza perché erano ancora da completare i lavori di ristrutturazione.
Quella condizione temporanea si è di fatto consolidata negli anni, e la cascina è rimasta un corpo separato rispetto al perimetro gestionale del Consorzio. Il trasferimento delle competenze, però, resta l'orizzonte indicato: il passaggio al Consorzio Villa Reale e Parco di Monza è previsto, e la proroga serve anche a preparare quel momento.
Cosa dice l'atto del Comune
Nell'atto amministrativo il Comune spiega che la durata della proroga è stata "ritenuta congrua e proporzionata rispetto ai tempi presumibilmente necessari per il completamento del processo di definizione degli indirizzi strategici relativi al compendio immobiliare, per il perfezionamento del trasferimento delle competenze gestionali al Consorzio Villa reale e Parco di Monza e per la successiva predisposizione ed espletamento di una procedura ad evidenza pubblica finalizzata all'affidamento del bene secondo il nuovo assetto gestionale individuato".
Tradotto: prima si decide che cosa deve diventare Cascina Costa Alta, poi si completa il passaggio di competenze al Consorzio, infine si apre un bando pubblico per affidare la struttura secondo le nuove regole. Tre passaggi che, nella valutazione degli uffici, richiedono appunto tre anni.
Il bando che verrà
La conseguenza più rilevante per chi frequenta il Parco è che, alla fine di questo percorso, la gestione della cascina non sarà più prorogata ma messa a gara. Un affidamento con procedura a evidenza pubblica significa che chiunque abbia i requisiti potrà presentare una proposta per gestire l'immobile e le attività collegate, ostello compreso.
Nel frattempo nulla cambia per chi la cascina la usa: la cooperativa Meta continua a occuparsene, con le attività già avviate negli anni. Il Parco di Monza mantiene così uno dei suoi punti di accoglienza, in un'area dove la destinazione degli edifici storici è da tempo terreno di discussione tra Comune, Consorzio ed enti coinvolti.
Un tassello del puzzle Parco
La vicenda di Cascina Costa Alta è un pezzo di una partita più ampia, quella della gestione del patrimonio immobiliare dentro il Parco e attorno alla Villa Reale. Cascine, edifici di servizio e strutture recuperate hanno storie amministrative diverse, e la definizione degli indirizzi strategici citata nell'atto riguarda proprio la necessità di dare un quadro unitario a un insieme che si è formato per stratificazioni successive.
I trentasei mesi appena concessi sono, in questo senso, un tempo di lavoro per gli uffici più che una semplice estensione contrattuale. Alla scadenza, l'appuntamento sarà con il bando e con un assetto gestionale che, nelle intenzioni, dovrebbe finalmente riportare la cascina dentro il perimetro del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.
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