Casa Perego compie dieci anni, visita del comandante Nappi
Il comandante della Polizia locale di Arcore Mario Nappi ha incontrato i residenti del cohousing Casa Perego, che nel 2026 festeggia i primi dieci anni di attività con 18 persone con disabilità accolte.
Giovedì sera il comandante della Polizia locale di Arcore, Mario Nappi, è salito le scale di Casa Perego, il cohousing di fronte alla stazione ferroviaria, per una serata di dialogo con chi ci abita. Un incontro semplice, seduti attorno a un tavolo, nell'anno in cui la struttura festeggia i primi dieci anni di vita.
Nappi si è presentato in uniforme, la stessa che a Arcore si vede ogni giorno tra le strade del centro e davanti alle scuole. Il comando è in via Corridoni, a pochi minuti a piedi dalla casa: una vicinanza fisica che nella serata è diventata anche occasione di conoscenza reciproca. I residenti hanno raccontato la loro quotidianità, il comandante ha spiegato come funziona il lavoro del corpo sul territorio.
Dalla sicurezza stradale alla vita di tutti i giorni
La conversazione ha toccato i temi concreti di chi vive in un quartiere attraversato dal traffico e dal via vai della stazione. La sicurezza stradale è stata uno dei punti centrali: come muoversi a piedi, cosa fare quando si attraversa, a chi rivolgersi in caso di difficoltà. Per persone che ogni giorno escono di casa per andare al lavoro, in oratorio o a fare la spesa, sono questioni tutt'altro che teoriche.
L'altro filone è stato quello della presenza della Polizia locale nella vita di Arcore. Non solo multe e controlli, ma anche il ruolo di riferimento per chi ha bisogno di un'informazione o di un aiuto. Un modo per abbattere la distanza tra la divisa e chi la incontra per strada.
"Un sentito ringraziamento va al Comandante Mario Nappi per essere venuto a trovarci e a conoscere il nostro progetto, e a tutti coloro che hanno saputo esserci, ascoltare e condividere", hanno fatto sapere i promotori dell'iniziativa al termine della serata.
Una casa donata, diventata progetto
Casa Perego nasce da un gesto preciso: la donazione dell'immobile da parte della famiglia Perego, quella dell'azienda Peg. La posizione è tra le più strategiche del paese, proprio davanti alla stazione ferroviaria, snodo quotidiano per centinaia di pendolari arcoresi.
Da quel dono è partito il progetto "Abitare la comunità", gestito dalla Fondazione Sergio Colombo insieme alla cooperativa sociale La Piramide Servizi. L'idea di fondo è il cohousing: sotto lo stesso tetto vivono persone con disabilità e giovani che hanno bisogno di una sistemazione abitativa. Questi ultimi non sono semplici inquilini, ma affiancano nella quotidianità i residenti più fragili, in uno scambio che funziona in entrambe le direzioni.
In dieci anni i numeri raccontano la portata dell'esperienza: diciotto persone con disabilità hanno trovato accoglienza a Casa Perego, mentre diciannove giovani hanno abitato la struttura contribuendo al sostegno degli altri residenti. Una formula che tiene insieme risposta al bisogno abitativo dei ragazzi e percorsi di autonomia per chi ha una disabilità.
Il riconoscimento di Delpini e la festa in oratorio
L'anniversario è arrivato con un riconoscimento che pesa: l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha voluto segnalare il valore dell'esperienza arcorese. Un attestato che ha dato ulteriore rilievo a un progetto nato e cresciuto sul territorio, spesso senza clamore.
I dieci anni sono stati celebrati con una festa all'oratorio Sacro Cuore, aperta alla comunità. Una scelta non casuale: l'oratorio è da sempre uno dei luoghi di riferimento della vita associativa arcorese, e portare lì il compleanno di Casa Perego ha significato ribadire che il cohousing non è un'isola separata ma un pezzo del paese.
Il cohousing come modello
L'esperienza di Arcore si inserisce in un filone che in Brianza sta trovando spazio crescente: l'abitare condiviso come risposta sia alla fragilità sia al costo degli affitti. Mettere insieme persone con disabilità e giovani in cerca di casa significa costruire relazioni che vanno oltre l'assistenza, e allo stesso tempo dare una soluzione concreta a due bisogni diversi.
La visita del comandante Nappi si iscrive in questa logica: più il progetto è conosciuto dalle istituzioni del paese, più diventa parte del tessuto ordinario di Arcore. Non un servizio a cui rivolgersi solo in caso di emergenza, ma una casa tra le case, con vicini, orari, abitudini e problemi quotidiani come tutte le altre.
Dopo dieci anni e trentasette persone passate tra quelle stanze, Casa Perego continua il suo percorso davanti alla stazione, nel punto in cui Arcore si muove di più.
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