Brugherio nega il patrocinio al Brianza Pride, Assi replica
La Giunta guidata da Roberto Assi ha deliberato il diniego del patrocinio comunale al Brianza Pride. Il sindaco risponde al comunicato critico degli organizzatori diffuso il 25 agosto: la manifestazione si svolgerà regolarmente, il no riguarda solo l'uso del nome e del logo del Comune.
La Giunta di Brugherio ha deliberato il diniego del patrocinio comunale al Brianza Pride. Il Comune non presterà nome e logo alla manifestazione, che però si svolgerà regolarmente con le autorizzazioni previste e nel rispetto delle norme di sicurezza e ordine pubblico.
A spiegare la scelta è il sindaco Roberto Assi, che è intervenuto dopo il comunicato critico diffuso il 25 agosto dall'associazione "Brianza oltre l'arcobaleno", promotrice dell'iniziativa. Il punto di partenza, secondo il primo cittadino, è il documento che gli organizzatori hanno allegato alla richiesta e che loro stessi definiscono "Manifesto politico e programmatico".
Il nodo del manifesto
Nella motivazione della Giunta si legge che in quel testo, accanto a temi sociali e civili considerati condivisibili, compaiono posizioni politiche, legislative e amministrative che non raccolgono un consenso unanime. Assi ne ha citate alcune in modo esplicito: la richiesta di modificare la normativa sulla gestazione per altri, con il riferimento a una "gestazione solidale ed etica"; l'uso della triptorelina nei percorsi di transizione degli adolescenti; e la contrarietà alla Pedemontana, con l'invito rivolto ai Comuni ad aderire ai ricorsi.
Sono posizioni che il sindaco definisce legittime, ma che a suo giudizio non possono diventare automaticamente la posizione istituzionale dell'ente. Il ragionamento è tutto qui: il patrocinio, sostiene Assi, non è un timbro che si applica a pezzi di un documento.
"Il patrocinio non si concede a singoli capoversi scegliendo quelli sui quali siamo tutti d'accordo. Riguarda un'iniziativa nel suo complesso e rappresenta una forma di riconoscimento e di adesione istituzionale", ha spiegato il primo cittadino.
La replica alle accuse degli organizzatori
Nel loro comunicato gli organizzatori avevano collegato la decisione del Comune a temi come la tutela dell'infanzia, la lotta alle discriminazioni e la memoria della Shoah, leggendo il diniego come un segnale politico su quei fronti. Assi respinge l'interpretazione: Brugherio, sostiene, non è un Comune neutrale su quelle questioni e ha già proprie iniziative e proprie politiche in materia.
"Non abbiamo bisogno di aderire a un manifesto politico per affermare principi che appartengono già al patrimonio civile e istituzionale della nostra città", ha aggiunto il sindaco.
Il passaggio è quello che segna la distanza più netta tra le due letture della vicenda: da un lato gli organizzatori, che leggono il no come una presa di posizione su diritti e discriminazioni; dall'altro l'amministrazione, che circoscrive la questione al contenuto del documento presentato insieme alla domanda di patrocinio.
Il Pride si farà
Sul punto più concreto, cioè se il corteo si terrà o no, l'amministrazione è stata chiara: il Brianza Pride si svolgerà regolarmente. Il diniego non tocca lo svolgimento della manifestazione, ma soltanto la possibilità di utilizzare il nome e il logo del Comune negli spazi di comunicazione dell'evento. Le autorizzazioni seguiranno il percorso ordinario, con le prescrizioni in materia di sicurezza e ordine pubblico.
"Nessuno limita la libertà di manifestare o di sostenere le proprie idee. Il Comune ha però scelto di non associare il proprio patrocinio istituzionale a una piattaforma politica sulla quale esistono opinioni differenti", ha chiuso Assi.
La distinzione tra libertà di manifestare e adesione istituzionale è il filo che tiene insieme tutta la risposta del sindaco. Una distinzione che gli organizzatori non hanno accettato, come mostra il comunicato di fine agosto, e che ha trasformato una pratica amministrativa in un confronto pubblico su cosa significhi, per un Comune, mettere il proprio simbolo accanto a un'iniziativa.
È una discussione che in Brianza si è già vista in altre occasioni, ogni volta che una richiesta di patrocinio ha portato con sé un documento programmatico. Il caso di Brugherio la riporta al centro, con un esito che per ora è definito: niente logo del Comune, ma corteo confermato.
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