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Notizie Musicali

Esa Aka El Presidente pubblica un disco natalizio: Tape di Natale

today20/12/2024 154

Sfondo
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Lo scorso 8 Dicembre nel contesto del Biko, locale del milanese che resiste e insiste a promuovere musica di altissima qualità a livello nazionale e internazionale, si sono esibiti i Siamesi Brothers: Esa e il fratello Tormento accompagnati dai superlativi Malasartoria. L’esibizione ha riportato alla ribalta il rap degli esordi, quello dal taglio anni 90, fortemente legato a beat raffinati e rime che raccontano e dipingono la realtà con intelligenza pulita ma tagliente.

Questo è il contesto da cui proviene Esa, uno dei primi in Italia a farsi portavoce della cultura hip hop e riconosciuto per la sua longeva carriera nell’ambiente.

Siamo andati ad incontrarlo per parlare con lui del suo ultimo album, Tape di Natale. Un disco che racconta un Natale finalmente hip hop! Il flow è quello ormai riconoscibile di Esa, lento e riflessivo. Quasi un dialogo allo specchio tirando le somme in un momento di festa, che vive di opposti: gioia e tristezza. Tape di Natale mette luce sui sentimenti comuni sotto l’albero di Natale, oscillando tra la speranza di un momento di calma e una profonda malinconia.

Intervista ESA

Isabel: “Tape di Natale”, un disco di Natale che non ci aspettavamo ma di cui avevamo bisogno. E che è uno stream of consciousness di tutti quei pensieri che ci affollano in questo periodo di feste…

Esa: Lo hai identificato bene! In realtà il Natale è un’occasione che ci aspettiamo tutti sia bella, poi in realtà la vita ci mette davanti degli ostacoli e tutti viviamo dei Natali felici ma anche dei Natali meno felici. In questo senso è una festa che ci mette tutti sull’attenti. Ti aspetti di divertirti, di festeggiare le vittorie dell’anno ed esorcizzare le sconfitte, aprendo un anno nuovo con nuovo vigore. E’ un momento in cui si pensa di più agli affetti, soprattutto quelli che durante l’anno trascuri un po’ perché sono lontani … E’ una ricorrenza che cerchiamo di mantenere felice, io poi sono papà e Natale è una festa per i bimbi e anche per noi, se ci pensi, i ricordi dei Natali più belli arrivano dalla nostra infanzia.

I.: Questo disco arriva quindi nel 2024 perché ci dobbiamo riappropriare del Natale o perché dobbiamo prendere coscienza dei suoi contrasti e va ridimensionato nel suo obbligarci a volerci felici?

Esa: Tutte e due le cose! E’ importante non farsi impaurire dalla frenesia del Natale e da tutta la celebrazione che sta attorno a questa festa. Se una persona fa fatica a star dietro a tutto ciò che il Natale può rappresentare, non deve cedere alla frustrazione. Allo stesso tempo è importante a un certo punto dell’anno fermarsi e tirare un po’ le somme. Ed è importante essere comprensivi con se stessi in quel momento! Tutti vorremmo ottenere di più dalla nostra vita, ma essersi impegnati è già uno step importante. E per quanto riguarda il riappropriarsi del Natale, questo è quello che spero di aver fatto col disco. In ambito hip hop, ma anche in ambito rock visto che tu sei appassionata di rock, siamo un po’ le pecore nere della famiglia…

I.: Siamo poco natalizi!

Esa: Pensano, che siamo poco natalizi! Ma siamo natalizi anche noi a modo nostro e col “Tape di Natale” volevo proprio celebrare un Natale hip hop che possiamo festeggiare anche noi a testa alta!

I.: 7 colori tra cui l’indaco. L’ Esa pittore, che sentimenti associa a un colore come l’indaco?

Esa: Mentre scrivevo le strofe con me c’era Marietto aka il Boss, che spesso compare nei miei pezzi e lui si definisce un “bambino indaco”. Lui ormai è un adulto, è un signore di 40 anni e da bambino era molto irrequieto… Non che adesso sia cambiato! (ridiamo) Ecco, lui si definisce “Bambino Indaco” in quanto soffre di quello che non definirei “calo” dell’attenzione, bensì “cambio” dell’attenzione. Io conosco molti artisti che possono definirsi “bambini indaco”, questo permette loro di essere multitasking! Fanno musica, post produzione, realizzano video, copertine…

I.: Sono molto versatili insomma!

Esa: Ci sono degli ambiti che valorizzano chi è un po’ schizzato, secondo me! (ridiamo) E il colore indaco racchiude questa versatilità, racchiude queste persone!

I.: “Realizza i tuoi sogni, rimboccati le maniche proprio tutti i giorni”. Delle volte però per realizzare i propri sogni bisogna isolarsi, ci si indurisce, si tira fuori un lato egoista . Ti è mai capitato di vivere questo lato un po’ oscuro del lavoro dietro la realizzazione personale?

Esa: Non bisogna vederlo come lato oscuro. Ci sono lo spirito e la forza! Bisogna amare anche quei momenti di raccoglimento, che fanno bene a tutti! Sono momenti in cui ci si racconta a se stessi. In città come Milano, soprattutto, è fondamentale concedersi un momento meditativo. In quei momenti la musica, ma anche l’arte in generale ti aiuta a sfogarti e diventa un piacere incredibile. Quindi quello che c’è dietro è un egoismo fondamentale all’autosostentamento, perché se poi stai bene con te stesso puoi anche essere utile agli altri.

I.: Ci si avvicina alla musica per diverse ragioni. Può essere per un’esigenza quasi fisiologica, può essere per farsi ascoltare nell’ottica di raggiungere un obiettivo. La ragione che ti spinge oggi a fare musica è la stessa che ha spinto Esa degli Otierre o nel corso della carriera hai avvertito spinte diverse?

Esa: La musica è il mio sfogo! La musica come la pittura. Fare musica… Fare arte è un passatempo bellissimo che consiglio a tutti! Nel mucchio ci sono poi quegli individui che vivono una particolare necessità a stare il più possibile immersi nella loro musica e questa poi diventa un lavoro, come conseguenza.

I.: Un rap italiano ai massimi storici in quanto a vendite, ma anche in quanto a presenza nelle vite delle persone. Un rap italiano che ormai troviamo ovunque, anche in televisione, un rap che richiama finalmente Tormento a Sanremo! Il rovescio della medaglia però, per chi vuole entrare nella rosa del mainstream, è sicuramente una competizione più alta. L’hip hop nel il cerchio è ancora capace di unire quindi o divide?

Esa: La musica è sempre una grande forma di aggregazione! Non ci si sta tutti simpatici… alcuni si incastrano meglio con altri! Ma nel rispetto di tutti è anche naturale fare amicizia con qualcuno in particolare. Detto questo, sì, c’è più competizione ma ci sono anche più palchi! Noi quando abbiamo iniziato non eravamo moltissimi e c’era una grande esigenza di palchi, di eventi come le jam. Il consiglio è fare sempre ciò che si sente, senza guardare gli altri! Se capitano occasioni è giusto aprirsi a nuove direzioni ma sempre avendo in mentre il proprio obiettivo e il proprio desiderio.

I.: Ultima domanda… Un ricordo di Natale di Esa bambino!

Esa: Oh mamma… mi cogli un po’ alla sprovvista… Mi ricordo che quando eravamo piccoli e c’eravamo appena trasferiti dalla Calabria a Varese i nostri genitori la sera della vigilia facevano sempre tardi giocando a carte e chiacchierando. Così al mattino non riuscivano a svegliarsi presto e lasciavano i regali nascosti dietro a una poltrona o al divano. Noi ormai sapevamo dove nascondevano tutto e ci alzavamo prestissimo e li scartavamo prima che loro potessero svegliarsi e aprirli con noi! Era bellissimo…ricevere i regali di Natale è sempre un’emozione!

 

Scritto da: Redazione

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